Lombardia

SARNO DISPLAY (Gruppo Gatto) CON SHAREBOT Q

FROOGS

Accelerare il ciclo di prototipazione con la massima precisione, abbattimento dei suoi costi, possibilità di realizzare micro produzioni e di utilizzare una molteplicità di materiali operando completamente all’interno dell’azienda ed evitare così la veicolazione di file coperti da brevetto.

Sono gli importanti risultati che la società Sarno Display del Gruppo Gatto Astucci, leader nella produzione di espositori durevoli, ha deciso di perseguire investendo sulla nuova tecnologia rappresentata dalla stampante professionale 3D Sharebot Q.

Da sempre Sarno Display investe in tecnologie all’avanguardia in ambito di iniezione e manifattura sottrattiva, questo rappresenta il primo investimento dell’azienda in tecnologie additive. Un’innovazione introdotta al momento a livello di R&D, ma con l’obiettivo di raggiungere una logica produttiva più ampia nel prossimo futuro.

«È un nuovo investimento che risponde appieno alla logica della sostenibilità della produzione che l’azienda e il Gruppo stanno perseguendo in ogni scelta che compiono», spiega il direttore generale e consigliere di Sarno Display e chief sustainability officer del Gruppo, Cristian Paravano. «Le ottimizzazioni di tempo e materiale, la riduzione della filiera e dei costi per modifiche agli stampi di produzione contribuiscono infatti a rendere il sistema produttivo più efficiente a fronte di minore impatto», prosegue il manager.

Dal punto di vista tecnico, la stampante Sharebot Q lavora con deposizione di filamento termoplastico su un'area di 400x300x300 mm. «Grazie a questa tecnologia i tempi di prototipazione si riducono notevolmente permettendo di toccare con mano un modello stampato in poche ore e permettendo la modifica dello stesso in breve tempo – illustra Laura Longoni, responsabile vendite di Sharebot -. Le stampanti 3D Sharebot hanno permesso all'azienda di accelerare i processi creativi e produttivi, dalla progettazione alle fasi di produzione e collaudo. Grazie a questa tecnologia è possibile iterare più velocemente e ottenere progetti rifiniti in un flusso di lavoro molto diretto. La stampa 3D ha inoltre consentito di superare i limiti di progettazione di alcune tecnologie di produzione utilizzate. Grazie alla versatilità offerta dai materiali disponibili per la stampa – prosegue l’esperta - è possibile fabbricare prototipi realizzati con materiali diversi a seconda dell’uso finale del pezzo. I principali benefit sono quindi un basso costo di prototipazione, la possibilità di eseguire micro produzioni per tirature basse, stampaggio di ricambistica interna abbattendo costi di approvvigionamento materiali da fornitori terzi, versatilità dei materiali disponibili oltre a evitare di mandare esternamente file sotto brevetto”.

Leggi l'articolo completo su ANSA.it