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Conseguenze emotive del coronavirus: il supporto psicologico in questo momento è gratuito

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Le conseguenze della diffusione del coronavirus non riguardano solo le migliaia di vittime della pandemia e la crisi economica che ne deriverà. C’è da affrontare, infatti, anche una questione psicologica molto importante: è per questo motivo che è stata avviata l’iniziativa denominata “Psicologi per il coronavirus”, guidata dagli Psicologi Italiani appartenenti al circuito Pagine Blu Psicologi Psicoterapeuti coordinato dal dottor Adriano Legacci.

Dottor Legacci, a chi si rivolge questa iniziativa?

Si tratta di un progetto destinato non solo ai cittadini comuni, ma anche agli imprenditori e agli operatori sanitari. In concreto, l’iniziativa consiste in un servizio di consulenza psicologica che può essere erogato al telefono, tramite Whatsapp, via Skype o con Houseparty. Il tutto in forma assolutamente gratuita.

Quali sono, nello specifico, i servizi che vengono messi a disposizione dei cittadini?

Pagine Blu intende manifestare la propria vicinanza a tutte le famiglie italiane che sono duramente colpite dalla situazione di emergenza causata dalla inarrestabile diffusione del coronavirus. L’iniziativa si pone l’obiettivo di  fare in modo che l’isolamento e la permanenza in casa siano meno difficili e duri da sopportare. Pagine Blu propone un servizio di consulenza e supporto psicologico a distanza in forma gratuita: possono usufruirne tutti i cittadini, ma anche le imprese.

Come richiedere il supporto psicologico?

La richiesta di contatto è molto semplice. È sufficiente recarsi nel sito Pagine Blu Psicologi Psicoterapeuti, all’indirizzo pagineblu.it , per cercare i professionisti con il logo Psicologo Skype Pagine Blu oppure con il logo  #lopsicologotiaiuta - progetto solidarietà Pagine Blu: a quel punto è possibile contattare lo psicologo che si ritiene più adatto per concordare una consulenza psicologica a distanza. Questo momento particolare è fonte di ansia per molte persone: il suggerimento  è quello di chiedere aiuto adesso per affrontare le implicazioni emotive connesse alla pandemia ed evitare che l’ansia fisiologica del momento possa trasformarsi in profonda angoscia, stati depressivi, stati fobici  o attacchi di panico.

Il servizio di supporto psicologico è rivolto solo ai cittadini?

Non è rivolto solo a famiglie e privati cittadini. Gli operatori sanitari in queste settimane stanno vivendo situazioni di forte stress: desideriamo offrire ai colleghi che operano nel settore sanitario il maggior supporto possibile per evitare l’insorgenza di  reazioni di stress traumatico secondario. Medici, infermieri, Oss, psicologi sono sottoposti a condizioni eccezionali  di stress fisico e mentale .

Il classico burnout, insomma.

In questo momento gli operatori sanitari italiani stanno svolgendo un lavoro straordinario, che merita il rispetto e la gratitudine dell’intera cittadinanza. Il burnout è una sindrome di esaurimento a livello fisico e psicologico degli operatori sanitari. Comporta una “bruciatura emotiva” e un senso di distacco, indifferenza, freddezza rispetto al ruolo che si ricopre. Ebbene, per il momento i medici italiani non stanno vivendo tale distacco. Al contrario si stanno impegnando con passione e con abnegazione.  Parlare di burnout in questa situazione è improprio e prematuro.  È più opportuno, invece, fare riferimento a un sovraccarico emozionale, che può provocare successivi stati di burnout e perfino di stress traumatico secondario (conosciuto anche come trauma vicario). Lo stress traumatico secondario fa riferimento ad una condizione di forte stress emotivo dell’operatore sanitario che supporta un paziente, e i suoi familiari, che sperimentano una situazione fortemente traumatica.  Lo STS si manifesta spesso con pensieri angoscianti e intrusivi e perdita del senso di prospettiva rispetto ai pericoli e ai benefici dell’intervento sanitario - sbilanciando il focus percepito verso i pericoli. Ciò comporta la tendenza ad evitare qualsiasi situazione che possa ricordare o mettere nella condizione di ripercorrere con la mente quell’evento traumatico, poiché troppo doloroso da sopportare a livello psicologico. Con una seria compromissione della qualità della vita e dell’operato professionale.

Che ruolo può avere il senso di impotenza?

Le variabili in gioco sono molteplici: in primis gli operatori sanitari devono fare i conti con la stanchezza fisica e con la fatica che deriva dal ripetersi di turni infiniti. A ciò si aggiunge un forte stress emotivo, che è influenzato:

  • dalla necessità di prendere decisioni importanti in tempi brevi
  •  dal senso di umana impotenza di fronte ad un fenomeno che l’abnegazione, la scienza e la tecnologia non sono ancora in grado di controllare. 

 

Oltre ai privati cittadini e agli operatori sanitari, l’iniziativa  “#lopsicologotiaiuta – Progetto solidarietà Pagine Blu” riguarda altri enti?

Il progetto Pagine Blu coinvolge anche i professionisti di Umaniversitas Academy e gli psicologi aziendali, che offrono consulenze – sempre a titolo gratuito, vale la pena di ribadirlo – per gli imprenditori e per i lavoratori che stanno vivendo una battaglia importante, tra l’esigenza di tutelare la propria salute (e quella dei propri familiari) e la necessità di non mettere a repentaglio gli equilibri finanziari e gli assetti produttivi del contesto di lavoro.

Chi subirà le maggiori conseguenze psicologiche del coronavirus?

Tutti noi, come esseri umani. Senza distinzione. Successivamente a questa esperienza traumatica assisteremo ad alcuni importanti mutamenti dei nostri paradigmi culturali, sociali, economici,  scientifici, filosofici e spirituali.

In qualità di esseri umani  come stiamo reagendo a questo evento traumatico?

Tra i cittadini sono diffusi stati di ansia, preoccupazione, paura.  La reazione ansiosa ha una natura fisiologica e naturale.  Quello dell’ansia è un meccanismo fisiologico, che la psiche umana attiva in presenza di un pericolo  o di uno stato di allarme: si tratta di una reazione adattiva che, entro certi limiti, può rivelarsi preziosa e adattiva. Oltre quel limite è causa di  profondo stress per l’organismo, sia a livello fisico che a livello psicologico.  Portata agli eccessi, l’ansia è fonte di forte sofferenza. Vivere in perenne stato di allarme mette a dura prova il sistema neurovegetativo (lo stato nervoso autonomo, che agisce a prescindere dalla tua volontà). Le manifestazioni vegetative connesse ad uno stato di allarme includono l’accelerazione della frequenza cardiaca, l’aumento della pressione sanguigna, l’aumento della sudorazione, la vasodilatazione cutanea. Predispongono l’organismo a reazioni di attacco o di fuga di fronte ad un pericolo imminente. Producono ormoni particolari (adrenalina, noradrenalina e cortisolo) che aumentano il livello di stress del sistema immunitario e ne indeboliscono la funzione protettiva.

Che differenza c’è tra l’ansia e l’angoscia?

  • L’ansia sana è una normale reazione di adattamento in presenza di un pericolo o di una particolare situazione connessa al proprio ciclo vitale.
  • L’ansia patologica è una reazione di allarme eccessiva e sproporzionata di fronte ad un pericolo più o meno reale, e implica uno stato di allarme persistente e logorante. 
  • L’angoscia è il livello successivo dello stato di allarme. L’ansia diventa travolgente, genera profondo turbamento e diviene paralizzante. I segnali di allarme – provenienti sia dall’esterno che dall’interno- divengono troppo intensi e ravvicinati nel tempo per poter essere controllati e filtrati dalle difese psichiche.

Stati di angoscia possono facilmente manifestarsi in situazioni come quella attuale. La sensazione è quella di trovarsi di fronte ad un nemico impossibile da sconfiggere. L’angoscia genera uno stato di impotenza dolorosa.  Soprattutto in questo risiede la differenzia  con l’ansia: una dose fisiologica di ansia attiva segnali di allarme e la ricerca di comportamenti adattivi; l’angoscia travolge e genera la sensazione di essere passivi  ed impotenti di fronte ad un pericolo incombente, travolgente, onnipotente.

Che cosa si può fare in questo momento per preservare la qualità della vita?

È questo il senso della nostra iniziativa. È opportuno intervenire adesso. Fornire subito supporto, consulenza, sostegno, informazioni ai cittadini che si trovano in difficoltà.  Per gestire e contrastare le conseguenze psicologiche del coronavirus, e non attendere che l’evento traumatico possa scardinare l’equilibrio psichico degli italiani.  Per questo abbiamo ritenuto che fosse nostro dovere  facilitare l’accesso ad un servizio di sostegno psicologico di natura terapeutica. Prevenire è meglio che curare: il detto vale anche in questo caso.

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