Cultura

“7 vite come i gatti”, una luminosa raccolta di racconti per bambini alla scoperta del mondo

NEW LIFE BOOK

Ci sono delle domande con le quali gli esseri umani sono chiamati a fare i conti ogni giorno: “Da dove veniamo? Come mai siamo qui? Dove eravamo prima di nascere? E dopo dove andremo?”. In qualità di adulti spesso tendiamo ad accantonarle, per poi rimanere spiazzati quando a porle sono i bambini. “E adesso?” ci si domanda in quei momenti, trovandosi a dover compiere una scelta decisiva: sviare la domanda, per non subire l’imbarazzo di non avere “la risposta giusta”, oppure entrare in dialogo con il piccolo e curioso essere umano che si ha di fronte, senza la pretesa di svelare i misteri dell’esistenza, ma con la volontà di prenderlo per mano, ascoltarlo e guidarlo perché possa comprendere meglio il mondo che sta scoprendo per la prima volta. Il libro “7 vite come i gatti” (Gruppo Albatros il Filo, maggio 2022) vuole costruire un ponte per rendere più semplice la comunicazione profonda tra adulti e bambini: attraverso le avventure di un protagonista d’eccezione, prenderanno un primo contatto con le dinamiche della vita, dalla nascita fino al momento dell’ultimo saluto.

Grazia Liprandi, autrice del libro e maestra di Scuola Primaria, sa bene quanto sia complicato per molti adulti affrontare certi argomenti “scomodi” con i più piccoli. L’idea stessa del libro è nata dopo la telefonata di un suo alunno di nove anni, il quale le aveva chiesto supporto per affrontare una perdita particolarmente dolorosa. Nonostante il lockdown, Liprandi accoglie la richiesta del bambino e lo raggiunge, per vivere insieme un momento di meditazione. La considerazione tenera e spiazzante del piccolo alunno non tarda ad arrivare: “forse la morte non esiste… forse è solo un modo diverso di stare”. In queste parole, che l’autrice riporta commossa nella postfazione del libro, si sintetizza l’importanza di farsi presenza attiva, educando i bambini al ritmo naturale e ciclico della vita e restituendo la gioia di essere al mondo, sia ai più piccoli, sia agli adulti che rischiano di dimenticarla.

A guidare il lettore in questo viaggio di scoperta è Punto, un’entità di luce che vive in un mondo luminoso e senza tempo. Quando lo incontriamo per la prima volta è piccolo e tutto bianco, ingenuo e inesperto, ma porta con sé un desiderio tenace al quale nemmeno i Saggi riusciranno a opporsi: incarnarsi sulla Terra per fare esperienza del mondo, delle emozioni e soprattutto dell’amore. Dopo aver ricevuto tutte le istruzioni necessarie, Punto sceglie il primo essere vivente nel quale incarnarsi, un maestoso Ginkgo-Biloba. Quando scende sulla Terra, tuttavia, l’esserino luminoso non assumerà le sembianze di un albero già cresciuto, bensì di un piccolo semino poggiato sul suolo. Non ricorda nulla del mondo dal quale è venuto, dovrà quindi partire da zero per scoprire come funzioni il mondo da quella prospettiva. Ad aiutarlo c’è una grande Quercia radicata proprio accanto a lui, ma non solo: un incontro speciale e inaspettato lo porterà altrove e gli permetterà di sperimentare per la prima volta la cura e l’amore. L’avventura di Punto sulla Terra durerà parecchi secoli, ma è pur sempre destinata a finire, come avviene per ogni cosa. Al termine della sua vita come albero, l’esserino torna nel suo mondo di luce, cambiato e arricchito da questa esperienza straordinaria.

Il viaggio di Punto, tuttavia, è appena cominciato. Dall’alto continua a scrutare la Terra per individuare la sua prossima missione, ma i Saggi lo mettono in guardia: per tornare sul Pianeta Azzurro bisogna avere uno scopo, affrontare le proprie paure e imparare da esse, così da poter tornare da ogni viaggio con un bagaglio di esperienza sempre maggiore. Non tutti i punti di luce che incontrerà sulla Terra, infatti, saranno lì soltanto per aiutarlo, al contrario, ce ne saranno tanti che si frapporranno tra lui e il suo traguardo. Compresa la prima discesa sulla Terra, saranno ben sette le incarnazioni di Punto, le sette vite – riprese anche dal titolo – che gli saranno necessarie per raccogliere in sé abbastanza saggezza: dopo essere stato un albero, diventerà una gallina, un gatto sordo, una cicogna, un tigrotto siamese, un ragazzino dal carattere difficile e infine un intelligentissimo delfino. Non tutte queste esperienze, come già preannunciato dai Saggi, saranno piacevoli: in alcune occasioni il povero Punto tornerà nel suo mondo di luce spaventato a morte, deciso a non voler mai più scendere sulla Terra. È con grande delicatezza che, ancora una volta, la narrazione dell’autrice prende per mano i suoi piccoli lettori e li sprona a non fermarsi di fronte alle difficoltà. Se infatti gli ostacoli scoraggiano e rattristano, non devono trasformarsi in un pretesto per smettere di provare, per non insistere nei propri propositi. Al contrario, trasmette con semplicità quanto le cadute possano essere importanti per aggiustare il tiro, per imparare dagli errori e trovare un modo creativo e non convenzionale per andare avanti.

Nessuna delle esperienze terrene di Punto è uguale alle altre: in ciascuna si incarna in un essere vivente diverso, vive avventure di ogni genere a volte per tempi più lunghi, altre volte soltanto per pochi anni, sperimenta le emozioni più disparate che lo incuriosiscono e lo esaltano. Tuttavia, c’è sempre un elemento che ritorna in ciascuno dei suoi viaggi, il quale si manifesta in modo sempre nuovo: l’amore. Questo sentimento che scalda l’anima e muove l’Universo induce Punto a non arrendersi davanti a nessuna delle sfide che dovrà affrontare, anzi, è significativo come l’autrice evidenzi che quando il piccolo esserino riceve più amore sulla Terra, torni più soddisfatto nel suo mondo di luce. Si tratta di un insegnamento importante per i bambini, ma tanto più per gli adulti, i quali spesso dimenticano quanto l’amare e l’essere amati sia un bisogno primario per tutti gli esseri viventi. L’amore, tra queste pagine, viene inteso come un’esperienza tangibile, fisica: se ne avverte la vibrazione, l’energia fuoriesce dai cuori per essere donata all’altro, ma è proprio in quel momento che subentra la parte più difficile. L’amore, infatti, deve essere conservato e custodito, perché soltanto così – ce lo ricorda il saggio papà delfino – gli esseri umani possono ricordarsi chi sono e perché siano venuti al mondo.

Il bagaglio che il lettore porta con sé, una volta terminato il lungo viaggio al fianco di Punto, è ricchissimo: se il piccolo eroe luminoso, infatti, ha acquisito tante conoscenze da poter diventare una Guida Cosmica, i bambini e gli adulti che accompagnano la lettura del libro avranno avuto il privilegio di scorgere il mondo da tanti e differenti punti di vista, imparando – e rimparando – a riconoscere il ruolo delle emozioni e dei sentimenti. Nessuno di questi, infatti, va respinto o nascosto, al contrario: bisogna saperli esprimere con chiarezza, per portare un bagliore di luce in un’esistenza sempre più buia. “La Luce c’è ovunque, non sparisce mai, anche se non la vedi”, afferma l’autrice nel toccante Epilogo. Quest’ultima sezione, in particolare, ci strappa un sorriso: Grazia Liprandi mette infatti da parte l’espediente del racconto immaginario e spiega il senso più profondo del suo messaggio rivolgendosi proprio ai bambini. L’impressione è infatti che i racconti, con i loro personaggi – che abbiamo l’occasione di vedere, grazie alle colorate illustrazioni – siano rivolti perlopiù agli adulti, perché si sforzino a comprendere, immedesimandosi e trovando dentro di sé uno strumento per comunicare con i loro figli, nipoti o studenti. Per i bambini è diverso: le storie possono appassionarli, ma sono soltanto un “di più”. La Luce da cui provengono è ancora chiara e viva dentro di loro, e se sapranno alimentarla ogni giorno non la perderanno mai. “Bisognerebbe spiegarlo ai grandi che lo hanno dimenticato e sono sempre preoccupati e tristi”, esorta infine l’autrice “perché non provi a dirglielo tu? Forse ti ascolteranno”.

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