Cultura

La Donna con gli occhi bianchi, un romanzo sorprendente di suoni e silenzi nel buio

NEW LIFE BOOK

Luna Assante è un’adolescente sveglia, cocciuta, ironica fino al cinismo, audace e… non vedente. Quando all’età di tre anni ha perso la vista, lei e la sua famiglia hanno dovuto riscrivere il paradigma della loro vita, ciascuno in maniera diversa. Se infatti la madre ha sviluppato una forte apprensione nei suoi confronti ed è reticente di fronte al desiderio della figlia di fare nuove esperienze, dall’altra parte il rapporto con la sorella maggiore diventa sempre più conflittuale, carico di invidie da parte di quest’ultima a causa delle attenzioni di cui si sente privata. In seguito all’ennesimo litigio, Luna va via di casa sbattendo la porta, ancora in pigiama, con il cellulare spento e portando con sé soltanto la sua cagnolina guida. Incontra sulla sua strada un gruppo di teppisti, cambia strada, si perde: lontana dalle vie che conosce, il viaggio di Luna la porterà a dover trovare nuovi punti di riferimento, non soltanto sulla strada del ritorno, ma anche dentro di sé, ripercorrendo il suo passato

Non si può negare che La donna con gli occhi bianchi, esordio letterario di Gianluca Danieli per il Gruppo Albatros il Filo, sia un’opera spiccatamente singolare, realizzata con l’attenzione e la cura di chi desidera far conoscere da vicino ai lettori un mondo “diverso”. Artista poliedrico, grande appassionato di cinema e TV, blogger e adesso anche scrittore, l’autore racconta la diversità visibile della protagonista per scardinare i tanti pregiudizi che lui stesso, come Asperger, vede e sperimenta attorno a sé. È il tentativo riuscito di trovare modi nuovi, strumenti adeguati per affrontare le situazioni di ogni giorno, mezzi sui generis per raccontare una storia. Se infatti tanta narrativa moderna tende ad assimilarsi sempre più alla sceneggiatura, restituendo immagini vivide, colorate e immediatamente visibili, lo stile di Danieli si muove in controtendenza e sviluppa, nel buio, tutti gli altri sensi. Attraverso una narrazione in prima persona, Luna conduce il lettore mostrandogli il mondo per come lei lo percepisce, lasciando che senta il freddo dell’inverno, la stretta del guinzaglio della sua cagnolina-guida, le urla della sorella o il tintinnio dei braccialetti di Maracas, una dei teppisti che le sbarrano la strada durante la sua fuga dal caos.

Per Luna, infatti, sensibile anche alle più piccole sfumature del suono, il silenzio è un amico fedele: lo ricerca per trovare uno spazio tutto suo, lontano dai problemi, ma anche come corazza per tenere a distanza le persone. Non sopporta gli sguardi che avverte su di sé, né tantomeno tollera il pietismo di chi la etichetta come “speciale” a tutti i costi, o peggio, la nenia di chi insiste perché accetti un aiuto che lei non ha richiesto. Sente dentro di sé tutta l’indipendenza e la ribellione della sua età, trovando una soluzione creativa a ciascuno degli ostacoli che incontra per sentirsi libera, sempre un po’ di più. Nel suo peregrinare senza meta, inizia a sperimentare per la prima volta questa qualità, che un po’ la spaventa e un po’ la esalta. Finalmente sola con la sua cagnolina, immersa nel silenzio dell’inverno, ha l’opportunità di prendersi del tempo per tirare le somme del suo presente e rivederlo attraverso le esperienze del suo passato. Prende il via, così, un viaggio ancora più profondo e intenso di quanto ci potessimo aspettare.

La vita della nostra protagonista scorre veloce: racconta la scuola attraverso l’approccio con la dattilobraille e con il suo “assistente educatore” con l’alito che sa di ketchup, ci permette di scoprire le radici del rapporto conflittuale con la sorella tra capricci e ricerca di attenzioni, ci presenta i suoi amici, i primi ai quali permette di entrare nel mondo che si è costruita. Se Luna non sopporta i rumori, infatti, al contrario le piace molto dialogare e intavolare discorsi profondi, cosa che la rende spesso incompatibile con molti suoi coetanei. Lei che si è sempre tenuta in disparte, prova quasi un brivido nel sentirsi “vista”, nell’ottenere la possibilità di mettersi a confronto con l’altro senza che il giudizio – o più spesso il pregiudizio – le impedisca per mostrarsi per la giovane donna che è. I dubbi, le paure, le gioie e le incertezze sono infatti gli stessi dei ragazzi e delle ragazze della sua età, soprattutto quando si trova a fare i conti, per la prima volta, con l’amore.

A convogliare le attenzioni di Luna è Akira, una ragazza sfrontata e silenziosa, anche lei ribelle e sopra le righe, incapace di fermarsi allo strato superficiale delle cose. Ancora una volta Danieli riesce a sorprenderci, grazie alla freschezza di un sentimento puro e travolgente, come soltanto gli amori adolescenziali sanno essere. Tante saranno le vicende che entrambe vivranno insieme, lontane dal controllo vigile di genitori troppo ansiosi e preoccupati: tra alti e bassi, avventure e corse contro il tempo, sapranno sfiorare i limiti fino a superarli, prima ancora di rendersene conto.

È il desiderio di essere artefice del proprio destino ad animare Luna, quello stesso bisogno che accomuna tutti i giovani nell’età in cui si sentono pronti ad affrontare il mondo da soli, per la prima volta. Il merito di Danieli è certamente quello di aver reso accessibile per il lettore il mondo interiore della protagonista, adolescente prima che non vedente, così che diventasse semplice mettersi nei suoi panni, camminare sui suoi stessi passi e sentirsi allo stesso tempo invincibili e vulnerabili. Piano piano la sua diversità fisica si trasferisce sullo sfondo, risaltano invece le mille sfumature della sua anima. Il percorso di autocoscienza e affermazione di sé della protagonista diventa infine un modo per rappresentare, per ciascuno, la paura e l’ebbrezza di trovarsi faccia a faccia con l’ignoto, senza guide, barriere protettive o manuali d’istruzione.

Il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, tuttavia, non è privo di difficoltà o di momenti dolorosi, a volte fino allo strazio. Qualcuno le volterà le spalle, altri la abbandoneranno lungo il cammino in maniera improvvisa e sconvolgente, altri ancora le impediranno di proseguire per la sua strada o la terranno in disparte, vergognandosi di lei. Ci sarà qualcuno, però, che si scoprirà essere per lei un nuovo porto sicuro sul quale fare affidamento nei momenti più duri: nello straordinario gioco della vita, ogni istante può rappresentare un punto di svolta, un’altra tappa da superare per poter affermare finalmente chi siamo, ciascuno a modo proprio. L’esperienza immersiva proposta da La donna dagli occhi bianchi non lesina su nessuna emozione o sensazione, al contrario ne offre un saggio di amplissima portata. È un’opera la cui potenza evocativa può essere assimilata, tra tutte le arti, al teatro: la dimostrazione lampante che basta un dettaglio sapientemente dosato per portare il lettore altrove, dove mai avrebbe immaginato

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