Piemonte

Garanti, fondi Pnrr per Ferrante Aporti non vadano sprecati

Gallo e Mellano, ridare dignità all'area detentiva minori Torino

Redazione Ansa

(ANSA) - TOM, 27 GIU - Per l'istituto penale per minorenni Ferrante Aporti di Torino il Pnrr prevede uno stanziamento di 25,3 milioni, "il più consistente a livello nazionale. Ne siamo lieti ma non sarebbe accettabile che venissero spesi per il contorno rispetto alla sostanza, cioè l'area detentiva che è oggi in condizioni inaccettabili". È il monito dei garanti dei detenuti di Regione e Città, Bruno Mellano e Monica Gallo, che hanno fatto il punto sulla situazione del carcere minorile, che ospita oggi 46 ragazzi, il massimo della capienza, con un'inversione di tendenza rispetto alla presenza maggioritaria di minori, soprattutto non accompagnati, rispetto ai giovani adulti, rispettivamente 34 e 12.
    Fra le criticità evidenziate da Gallo, "l'utilizzo prolungato, quindi improprio, del Centro di prima accoglienza, che versa in condizioni di degrado, così come l'area delle camere, che ci preoccupa molto". Si registra poi carenza di organico nella polizia penitenziaria, "con agenti spesso molto giovani e assenza di formazione specifica o accompagnamento di altre figure, come mediatori culturali. Preoccupano poi - aggiunge - gli aspetti sanitari e i numeri dei trasporti in ospedale, 62 nel '22, quando erano meno di una ventina negli anni precedenti, e dei gesti autolesivi, circa 200 nel 2022, a fronte di 143 al Lorusso e Cutugno" il carcere cittadino.
    Mellano sottolinea che "il Ferrante Aporti è da sempre un termometro della società e della città e c'è necessità di riconnetterlo a una riflessione più complessiva con le politiche, sociali, di sicurezza, urbanistiche. Per questo non bisogna perdere l'occasione dei fondi Pnrr per i quali - spiega - il ministero ha indicato un utilizzo prioritario per opere di consolidamento, sicurezza antisismica ed efficientamento energetico. Cose importanti, ma come garanti abbiamo sempre detto che l'attenzione va data prima di tutto a rendere vivibile l'area detentiva, perché più quegli spazi sono degradati più la vita interna si degrada. Sono progetti che vanno calati sulle esigenze reali, non solo su quelle burocratiche di soldi da spendere entro il 2026". (ANSA).
   

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