Piemonte

La fotoreporter Andreja Restek e gli orrori delle guerre

Esce il libro autobiografico 'La solitudine della verità'

Redazione Ansa

(di Amalia Angotti) (ANSA) - TORINO, 02 APR - ANDREJA RESTEK, LA SOLITUDINE DELLA VERITA'. IN VIAGGIO TRA LE OMBRE DELLE GUERRE (YOUCANPRINT, PP.
    198, EURO 20) "È un libro autobiografico che racconta la mia storia. Sono nata in un luogo dove era vietato sognare. Incontro spesso nelle scuole ragazzi e ragazze che hanno una vita difficile e non riescono a immaginare il futuro. Ho trovato il coraggio di denudarmi per cercare di dare ai giovani una speranza". Andreja Restek, giornalista fotoreporter, racconta così come è nato il suo libro 'La solitudine della verità. In Viaggio tra le Ombre delle Guerre". "Vorrei far capire ai ragazzi che, indipendentemente da tutto, se sei fedele a te stesso puoi fare grandi cose. Puoi essere ciò che vuoi, indipendentemente da dove parti. Con rispetto, determinazione e impegno ogni obiettivo diventa realizzabile", spiega Andreja che è di origine croata e vive a Torino dove ha fondato Apr news, quotidiano online che si occupa del terrorismo globale, di traffici illeciti e diritti umani. La macchina fotografica è la sua arma per comunicare con il mondo.
    Il lavoro di corrispondente di guerra le ha lasciato cicatrici che non se ne andranno più, incubi e fantasmi che la tormentano. Andreja è una guerriera, soffre durante il suo viaggio, vive come in un mare in tempesta, ma continua a combattere, sorretta dalla passione. La scrittura diventa un'ancora di salvezza che le permette di guardare oltre le proprie esperienze personali e di cercare una connessione con l'umanità per condividere la speranza che il mondo possa essere migliorato grazie al contributo di ognuno per la libertà, la democrazia e la pace.
    Il libro è un viaggio personale e commovente, dall'infanzia trascorsa in un piccolo paese dell'ex Jugoslavia, dove la realtà spesso sembra priva di pietà, fino alla sua ascesa come fotoreporter di guerra di fama internazionale. Nella seconda parte c'è il racconto delle guerre in Ucraina, in Siria, ma ci sono soprattutto le persone, donne, uomini, soldati, trafficanti di organi e di armi, migranti e profughi. Andreja usa l'escamotage di una compagna immaginaria, Emma, editor silenzioso che l'aiuta a raccontare la sua storia, a trasformare i pensieri in parole senza troppo dolore.
    Il pensiero finale è un messaggio di speranza. "Quando affrontiamo le sfide con compassione, trattiamo gli altri con rispetto e agiamo con integrità, possiamo costruire un mondo migliore per noi stessi e per gli altri". (ANSA).
   

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