Marche

Suicidio assistito: assessore, impropria istanza senza norma

Su casi Mario e Antonio nelle Marche."Intervenga il legislatore"

Redazione Ansa

(ANSA) - ANCONA, 18 GEN - "È improprio chiedere alla Regione di attuare un percorso di fine vita, di aiuto al suicidio, senza che questo sia stato delineato compiutamente a livello normativo". Lo ha ribadito oggi, a margine del Consiglio regionale, l'assessore regionale alla Sanità delle Marche, Filippo Saltamartini, sulla vicenda di Mario, il tetraplegico marchigiano, immobilizzato da più di 10 anni in conseguenza ad un incidente, che ha chiesto di poter accedere al suicidio medicalmente assistito.
    Mario (nome di fantasia) con il supporto dell'Associazione Luca Coscioni, aveva diffidato più volte Asur Marche, aveva scritto al premier Draghi e al ministro della Salute Speranza, per chiedere al governo di dare attuazione al diritto di accedere al suicidio medicalmente assistito in Italia sulla scorta della sentenza "Cappato/dj Fabo" della Consulta.
    Dopo il parere del Comitato Etico delle Marche, la vicenda di Mario si è arenata sul farmaco da utilizzare per il suicidio assistito. Il caso di Mario non è isolato: nelle Marche anche Antonio (altro nome di fantasia), tetraplegico da 8 anni, chiede la stessa possibilità (accesso al suicidio medicalmente assistito) ma, a differenza di Mario è in attesa di sentenza del giudice civile (prima udienza oggi).
    "Sono temi di una complessità enorme che richiedono l'intervento del legislatore - spiega Saltamartini, riferendosi alle due vicende - : non si può chiedere alla Regione, o ai dirigenti, con un atto amministrativo di stabilire queste norme, tanto più per il fatto che se queste persone subiscono un danno ci può essere anche il concorso nel reato di omicidio colposo". (ANSA).
   

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