Marche

Elica: capogruppo Pd Mangialardi a presidio lavoratori

Mastrovincenzo annuncia interrogazione

Redazione Ansa

(ANSA) - ANCONA, 01 APR - L'annuncio di 400 esuberi su 560 dipendenti negli stabilimenti di Mergo e Cerreto d'Esi di Elica spa, conseguenza della decisione presa dall'azienda di delocalizzare in Polonia le linee produttive a maggiore standardizzazione, "rischia di aprire una nuova e devastante crisi sociale nell'area del fabrianese". Lo rileva il gruppo consiliare regionale del Pd: stamane al presidio organizzato dai sindacati di categoria davanti al sito produttivo di Mergo ha preso parte anche il capogruppo dem Maurizio Mangialardi, che ha voluto incontrare di persona i lavoratori. "Lo dobbiamo dire chiaramente - afferma Mangialardi - l'operazione che Elica sta cercando di portare a termine apre allo spettro di una crisi sociale ed economica simile a quella vissuta oltre un decennio fa con la Antonio Merloni, anche a causa dei pesanti effetti che avrà sull'indotto. Spiace dirlo, ma i motivi avanzati dall'azienda circa la necessità di assumere questa scelta per mantenere il cuore e la testa del gruppo nelle Marche suonano come una cinica scusante che per troppi anni ha accompagnato le numerose vertenze che hanno portato a una inesorabile deindustrializzazione della nostra regione". "Nessuna ragione economica - incalza - può giustificare la decisione di lasciare senza reddito 400 famiglie, tra l'altro nel bel mezzo di una pandemia che ha già colpito molto duramente questo territorio. E ciò vale ancora di più per una realtà come Elica, che per anni ci è stata presentata come un modello virtuoso e resiliente, capace di innovarsi e reagire alla crisi del distretto. Già dalle prossime ore ci attiveremo per chiedere alla Regione Marche di andare oltre le pur giuste manifestazioni di solidarietà e di prendere una forte iniziativa affinché l'azienda torni sui suoi passi e si scongiuri l'inquietante scenario che si delinea all'orizzonte". Il gruppo Pd ha presentato un'interrogazione alla giunta Acquaroli che vede primo firmatario il consigliere Antonio Mastrovincenzo.
    "Chiediamo alla giunta regionale - spiega Mastrovincenzo - immediate azioni per sollecitare Elica a rivedere le proprie scelte e salvaguardare i livelli occupazionali. Senza un mutamento di indirizzo, la grave decisione presa dalla dirigenza avrà un pesante impatto negli stabilimenti di Mergo e Cerreto d'Esi, territorio che negli scorsi anni ha già vissuto un progressivo depauperamento economico e produttivo con dolorose conseguenze per tante famiglie di lavoratori". (ANSA).
   

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