Marche

Industria: Berloni in liquidazione. Cna Pesaro, sconcertati

Da decisione proprietà rischi crisi occupazione e effetto domino

Redazione Ansa

(ANSA) - PESARO, 29 NOV - La Cna di Pesaro e Urbino "esprime sconcerto e viva preoccupazione per la decisione della Berloni Group srl di porre in liquidazione l'azienda. Si tratta di una decisione inattesa che lascia di stucco tutti: maestranze, sindacati, fornitori, istituzioni e che crea un ulteriore tavolo di crisi in un distretto come quello del mobile e arredamento, che soffre già da anni una crisi senza precedenti".
    Una decisione che, prosegue la Cna provinciale, "oltre a creare una grave crisi occupazionale, rischia di innescare un pericoloso effetto domino. Sono molte le piccole e medie imprese della subfornitura che hanno rapporti con il gruppo Berloni e che ora - a seguito della messa in liquidazione dell'azienda - subiranno pesanti ripercussioni e che vedranno ridursi notevolmente le proprie commesse".
    Mettere in liquidazione l'azienda, aggiunge l'associazione, "appare ancor più inspiegabile visto che la storica azienda stava lentamente risalendo la china". "Purtroppo - dice il segretario provinciale della Cna, Moreno Bordoni - sono questi i risultati di operazioni di mercato dove le multinazionali estere finiscono per avere responsabilità enormi. Entrano per rilevare storici brand della manifattura italiana a prezzi di saldo con pochissimi capitali e investimenti per poi abbandonarli al loro destino se nel giro di pochissimo tempo non tornano a produrre utili soddisfacenti. I macroscopici casi dell'Ilva e della Whirpool sono un esempio. - ricorda - Se per le multinazionali si tratta di semplici operazioni finanziarie, per queste aziende, per le loro maestranze e per le imprese che con queste lavorano, si tratta molto spesso di sopravvivenza e del loro futuro".
    "Auspichiamo che possa aprirsi ora un tavolo di confronto - conclude la Cna di Pesaro e Urbino - e che proprietà, istituzioni, sindacati possano trovare al più presto una soluzione per riaprire l'attività del gruppo e scongiurare una chiusura che sarebbe l'ennesima sconfitta non solo per l'economia della nostra provincia ma per tutto il nostro sistema Paese".(ANSA).
   

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