Liguria

Ai domiciliari continua frodi, arrestata hacker russa

Hacker russa arrestata

Redazione Ansa

La Polizia di Stato ha arrestato una cittadina russa, Natalia Miliainova, appartenente ad un'organizzazione criminale transnazionale dedita alle frodi informatiche di ultima generazione, alla ricettazione ed al riciclaggio. Gli investigatori del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Genova, coordinati dalla Procura, hanno ottenuto l'aggravamento degli arresti domiciliari e hanno arrestato la donna di 40 anni. L'hacker era già stata arrestata a ottobre 2021 con l'accusa di avere rubato circa 600 mila euro a ignari italiani. Nella vita di tutti i giorni si nascondeva dietro alla parvenza di una tranquilla madre di famiglia, in realtà si tratta di un'avvenente ingegnere informatico con la passione per il crimine e le cryptovalute. Il Tribunale di Genova, a marzo, aveva concesso alla donna gli arresti domiciliari presso un'associazione di volontariato del centro genovese impegnata nel recupero dei detenuti. Le particolari attitudini, l'alto profilo criminale, hanno indotto gli investigatori della Polizia Postale a pianificare stretti contatti con la struttura presso la quale "l'ingegnere" era stata posta agli arresti domiciliari. Le continue richieste della donna di poter utilizzare un telefono o un computer hanno ulteriormente insospettito gli investigatori, che hanno predisposto delle attività tecniche di intercettazione ambientali e telematiche. Da queste si è potuto avere la certezza che la donna, nonostante fosse agli arresti domiciliari aveva da subito cercato di riorganizzarsi, iniziando nuovamente a commettere frodi informatiche a danno di ignari cittadini. L'hacker ha dimostrato la propria capacità criminale scoprendo di essere stata intercettata telematicamente e cercando di eludere le investigazioni e di cancellare le prove a proprio carico. Nel corso della perquisizione a casa, gli esperti della Sezione Financial Cybercrime della Polizia Postale hanno sequestrato numeroso materiale, tra l'altro reperito dalla donna durante la detenzione domiciliare, che è tuttora sottoposto ad esame per ulteriori risvolti investigativi. 

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