Liguria

Curia: i beni spostati con autorizzazione Soprintendenza

Ma per don Farinella potrebbero andare persi

Redazione Ansa

(ANSA) - GENOVA, 20 MAG - «Gli spostamenti effettuati sono stati regolarmente autorizzati dalla Soprintendenza, la quale ha avuto modo di constatare, con un sopralluogo del funzionario Massimo Bartoletti, che ogni bene è conservato con la necessaria attenzione e cura ed è stata rilasciata regolare autorizzazione». Così la Curia ha replicato alla denuncia di don Farinella, attraverso Padre Mauro De Gioia, Coordinatore dell'Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici. E ciò trova conferma in una lettera a firma del Soprintendente Cristina Bartolini in cui si legge: "è stato effettuato un sopralluogo del funzionario storico dell'arte che ha potuto verificare che una serie di beni mobili di pertinenza della Curia Vescovile si trova attualmente collocata entro altri ambienti del Palazzo Arcivescovile tra i quali gli Uffici della Cancelleria, l'Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici, la Cattedrale di San Lorenzo, il Museo Diocesano di Arte Sacra, il Seminario Arcivescovile tutti di proprietà della Arcidiocesi di Genova e tutti compresi nell'ambito cittadino» .
    Don Farinella spiega che «le scelte, fatte dal Vescovo, dal Vescovo Ausiliare, dal Vicario Generale e dagli altri tre Vicari di fresca nomina, hanno generato imbarazzo e scandalo nel clero genovese e nei laici che ne sono a conoscenza». Il sacerdote commenta: "tutti e cinque i luoghi citati non fanno parte del Palazzo Arcivescovile e non sono, almeno alcuni, proprietà dell'Arcidiocesi di Genova, come erroneamente si afferma nella risposta della Soprintendenza» (il riferimento è al Museo diocesano il cui immobile è proprietà del Comune). Don Farinella sottolinea che "sarebbe stato necessario stipulare una convenzione con allegato l'obbligatorio inventario, corredato di foto di ciascun mobile, redatto sotto la supervisione di un delegato della Soprintendenza» e aggiunge che "vi è un possibile danno erariale. Sul piano amministrativo ed economico, la Corte dei conti potrebbe eccepire, visto che beni che potrebbero definirsi "di valore", sono messi a rischio, potendo essere smarriti o rubati" (ANSA).
   

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