Liguria

A Genova la protesta degli sfollati del ponte Morandi: 'Rispetto, rispetto'. Scontro Toti-Di Maio

Gdf consegna alla Procura un elenco di 13 nomi, possono diventare 25. Toti: 'entro 5 giorni piano per la demolizione'. Il sindaco di Genova Bucci: 'Case forse entro settembre'

Redazione Ansa

Dal Governo arrivano le prime risposte per gli sfollati di Genova dopo la protesta di oggi. La regione Liguria e il comune di Genova hanno chiesto una legge speciale per Genova che snellisca le procedure per l'affidamento dei lavori di progettazione e di esecuzione delle opere per ricostruire ponte Morandi, verificando se ci sono le condizioni per prevedere, per il periodo dell'emergenza, la sospensione del pagamento di mutui, tributi, contributi e premi. "Stiamo mettendo a punto un decreto urgente che, oltre al problema di tante persone abbandonate in Italia come i terremotati di Ischia e del Centro Italia, affronti anche il tema di Genova e soprattutto di coloro che sono sfollati e hanno diritto ad una casa". Lo annuncia a Napoli il vice premier Luigi Di Maio. "Quindi - aggiunge - è una questione di settimane, ma forse di alcuni giorni e metteremo fuori questo decreto". Sulla stessa lunghezza d'onda il ministro dei trasporti Danilo Toninelli, che annuncia. "Autostrade non ricostruirà il Ponte", e assicura: "Il Governo metterà in campo forme di aiuto in ordine alle rate dei mutui che molte famiglie sono costrette a pagare su immobili che non possono più abitare".

Il governo è impegnato a "assicurare che la ricostruzione avvenga in tempi non superiori ad un anno e garantendo anche un incisivo controllo dello Stato sia sul processo di ricostruzione che sulla manutenzione autostradale". Lo prevede la risoluzione di M5S e Lega sulle comunicazioni del governo sul ponte Morandi. Il Governo deve "garantire tempestivamente, e comunque entro il prossimo 30 novembre", a chi ha perso la casa "una sistemazione dignitosa, con interventi sui mutui e per le aziende".

E l'Aula della Camera ha approvato la risoluzione presentata da M5S e Lega sulle comunicazioni del governo relative al crollo del ponte Morandi. Il testo di maggioranza è passato con una votazione per parti separate. Le premesse sono state approvate con 298 voti a favore, 224 contrari ed un astenuto. Il dispositivo è stato approvato con 296 sì, 129 no e 98 astenuti. Tutti bocciati dall'Assemblea di Montecitorio, invece, gli altri testi posti in votazione.

SCONTRO TOTI-DI MAIO. "Non si può lasciare la gente in Italia in balia delle elemosine di Autostrade" ha detto il vicepremier da Napoli sucitando le ire del governatore della Liguria Toti. "Caro Luigi Di Maio, ma a Genova ci sei pure venuto, come fai a dire queste cose? Le famiglie che hanno dovuto abbandonare le loro case stanno tutte avendo un alloggio pubblico. E a tempo di record, grazie a Comune e Regione. I soldi che ricevono sono quelli decisi dal Governo, quindi da Di Maio stesso. Se pensa che siano pochi...li aumenti subito, noi siamo più che d'accordo" rimbrotta il presidente della Liguria. "Ad oggi gli sfollati del ponte Morandi sono in balia dell'elemosina di Di Maio, prendono i soldi della Protezione civile stabiliti dalle leggi nazionali, se Di Maio che è al Governo pensa che i piani di autonoma sistemazione siano sotto dimensionati, sono d'accordo con lui, ne parli con i colleghi di Governo e cambi la legge". Lo dichiara il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti oggi pomeriggio a Genova. "Gli sfollati di cui parliamo fino adesso hanno avuto case dal Comune e dalla Regione grazie al contributo ricevuto dal Consiglio dei Ministri - aggiunge -. Se Di Maio ritiene il contributo del Governo troppo basso, ha perfettamente ragione, aumentiamolo. E' un dibattito che Di Maio dovrebbe fare prima con se stesso, con il Governo. Un tweet per la stampa non modificherà la sorte di quelle povere persone".

LA PROTESTA DEGLI SFOLLATI. Nella mattinata si era svolta la protesta degli sfollati al grido di "rispetto-rispetto" dalle tribune del Consiglio regionale. Una cinquantina i manifestanti. Al termine dell'intervento del commissario per l'emergenza Giovanni Toti hanno manifestato la loro rabbia gridando "Veniamo prima noi delle imprese, veniamo prima noi della viabilità, ci siamo prima noi, vogliamo la casa!". "Abbiate la stessa considerazione che avete avuto per Ansaldo Energia", ha gridato una donna. La rabbia degli sfollati è stata placata dall'intervento del sindaco Marco Bucci: "Vi capisco, ma dobbiamo cercare di lavorare insieme. Dal 14 agosto dormo quattro ore per notte per affrontare l'emergenza. Genova non si è mai fermata, non ha mai dimostrato di essere in ginocchio, una cosa di cui dobbiamo essere tutti orgogliosi, nessuno è stato lasciato solo dalle istituzioni", sottolinea. E sulle case precisa: "Pensavamo di dare una casa agli sfollati di ponte Morandi entro novembre, invece probabilmente ci riusciremo entro fine settembre. La città ha dimostrato che non si scherza, ne sono orgoglioso", commenta Bucci ricordando che oltre alle case alternative messe a disposizione dalle istituzioni pubbliche sono stati 98 quelli di privati."Entro cinque giorni Società Autostrade ci presenterà il piano definitivo per la demolizione del ponte Morandi". Lo dice il presidente della Regione e commissario per l'emergenza Giovanni Toti. "Il piano verrà illustrato alle commissioni tecniche e prima fra tutti alla Procura della Repubblica a cui spetta la decisione di dissequestrare le aree e di arrivare alla verità sulle cause della tragedia", aggiunge. 

IN 13 CONOSCEVANO LA PERICOLOSITA' DEL PONTE. La Guardia di Finanza ha consegnato alla procura un elenco di persone che potrebbero avere avuto responsabilità per il crollo di ponte Morandi a Genova avvenuto il 14 agosto che ha provocato 43 morti. Sono 13 nomi di coloro che si sono occupati del progetto di ristrutturazione del viadotto dal 2015, ma potrebbero diventare 25 se i magistrati decidessero di andare indietro nel tempo. Lo scrivono vari quotidiani. Intanto i periti dei pm hanno consegnato una prima relazione sulle probabili cause del crollo attribuendole a un "cedimento strutturale all'antenna del pilone 9, il punto in cui i tiranti si congiungono all'estremità del sostegno. E studiando i carteggi tra le varie diramazioni del ministero delle Infrastrutture, gli investigatori hanno individuato come almeno in un'occasione i dirigenti del Mit avessero palesato la certezza che sul restyling del Morandi i tempi si stessero dilatando oltremisura.

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