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Iran, Nafisi 'è il regime ad avere paura, non più il popolo'

A Più Libri, democrazia deve prevalere in Iran e Russia

Redazione Ansa

(ANSA) - ROMA, 08 DIC - "A questo punto non è più il popolo ad avere paura, è il regime che ha paura". Lo dice all'ANSA la scrittrice iraniana Azar Nafisi delle proteste anti governative in corso da quasi tre mesi in Iran al suo arrivo a 'Più libri più liberi', la fiera della piccola e media editoria alla Nuvola di Roma dove l'autrice del bestseller 'Leggere Lolita a Teheran' è la stella di questa edizione.
    "Sicuramente si tratta di una vera e propria sollevazione in Iran. Nei 43 anni da quando esiste ormai la Repubblica islamica, ci sono state altre manifestazioni e proteste però auspicavano delle riforme. Ma l'Iran non si può riformare, adesso ci si è resi conto che riformare il Paese vuol dire realizzare una rivoluzione. Non si può essere mezzi totalitari. Non ci sono vie di mezzo" spiega la Nafisi. "Non si tratta solo di una rivoluzione politica perché se fosse solo così basterebbe uccidere o imprigionare dissidenti, leader dell'opposizione e finirebbe come al solito. Ma quando parliamo di decine di migliaia di giovani che si riversano nelle strade e nelle piazze, gli sparano addosso ma loro il giorno dopo ritornano in piazza, allora cosa fai? Non li puoi ammazzare tutti, mettere tutti in prigione" sottolinea la scrittrice.
    Degli Stati Uniti "impegnati a far cacciare l'Iran" dai 45 membri della Commissione Onu sullo status delle donne afferma: "includere in una commissione che dovrebbe difendere le donne degli assassini che le ammazzano, che si accaniscono contro le donne, insomma è contro qualsiasi raziocinio. E assolutamente un'assurdità e sono contenta che finalmente si siano resi conto di questo".
    E del rapporto Russia-Iran che "è sempre stato ambivalente", la Nafisi sottolinea: "direi ormai che questi due paesi sono legati in un certo senso perché la democrazia deve prevalere in entrambi. Se avverrà questo non potrà che contribuire a promuovere e afforzare la democrazia a livello mondiale. E comunque per combattere la Russia non bisogna farlo solo con le armi ma anche dal punto di vista ideologico". (ANSA).
   

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