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Verso Consiglio Nato-Ucraina per rafforzare i rapporti

L'ipotesi prende quota nei negoziati Alleati in vista di Vilnius

Missione del ministro degli Esteri Luigi Di Maio a Bruxelles

Redazione Ansa

L'Alleanza Atlantica - a quanto apprende l'ANSA - molto probabilmente offrirà a Kiev la creazione di un Consiglio Nato-Ucraina come strumento per rafforzare i rapporti politici e affiancare il piano di assistenza militare pluriennale allo studio. Il Consiglio, infatti, permetterebbe a Kiev di prendere parte in modo molto più approfondito ai lavori Nato di quanto non sia possibile fare con l'attuale Commissione. Alcuni alleati, specie nel fianco orientale, stanno spingendo perché all'Ucraina venga offerto già al summit di Vilnius un chiaro cronoprogramma per l'ingresso nella Nato ma sul punto, al momento, non c'è accordo tra i 31.

Al momento, infatti, il formato della Commissione Nato-Ucraina resta a un gradino inferiore del Consiglio Nato-Russia, che per quanto inattivo per ovvie ragioni non è mai stato formalmente ripudiato da nessuna delle due parti. "È quantomeno curioso - sottolinea un'alta fonte diplomatica - che l'Alleanza mantenga questo strumento con la Russia e non l'accordi all'Ucraina, dopo tutto quello che è successo e il sostegno militare e politico senza precedenti che ha ricevuto". Il cambiamento non sarebbe cosmetico. Il Consiglio permetterebbe a Kiev di prendere parte in modo molto più stretto ai lavori dell'Alleanza e ad essere partecipe del suo sviluppo e indirizzo.

I negoziati, sul punto, sarebbero ad uno stadio molto avanzato, per quanto l'accordo non è stato ancora siglato in via definitiva. Diverse fonti confermano che l'istituzione del Consiglio sarebbe "un risultato pratico" alla portata delle attuali posizioni registrate in senso all'Alleanza, che fatica a trovare un accordo "più ambizioso" sulle rassicurazioni da dare all'Ucraina per quanto riguarda il suo percorso di adesione, al di là delle più generiche promesse ferme, in termini di linguaggio, al summit di Bucarest del 2008.

Le trattative peraltro continuano sulle parole esatte da usare nel comunicato finale del summit dei leader: l'ipotesi, circolata in una prima fase, di stilare una "dichiarazione politica separata" sul futuro ingresso di Kiev nella Nato pare al momento tramontata.

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