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Sassoli, l'Ue cancelli i debiti e riformi il Mes

Serve un Tesoro europeo, gli eurobond vanno resi permanenti

Sassoli, l'Ue cancelli i debiti e riformi il Mes

Redazione Ansa

ROMA - Cancellazione dei debiti accumulati dai governi per rispondere al Covid, Eurobond permanenti, nuovo Mes gestito direttamente dalle istituzioni europee e riforma dei trattati per eliminare il diritto di veto in tutti gli ambiti della politica dell'Unione. È questa la ricetta che il presidente dell'Europarlamento, David Sassoli, illustra in un'intervista a Repubblica per uscire dalla crisi innescata dalla pandemia. "Ci sono disperazione e miseria, iniziano ad aprirsi crepe sociali: quanto deciso fin qui - afferma Sassoli - è di estrema importanza e caratterizzerà l'Europa nei prossimi anni. Adesso però dobbiamo avviare una grande riforma per dare più governo e più sovranità all'Unione". "Per cambiare il governo dell'Europa - aggiunge - bisogna mettere mano ai trattati, innanzitutto per eliminare il diritto di veto in capo ai singoli governi, uno strumento anacronistico".

"Dobbiamo prendere sul serio il richiamo della presidente Lagarde sul Recovery Fund permanente e rendere definitivo l'indebitamento comune", dice Sassoli, secondo cui "è necessario rendere permanenti le emissioni di debito comune e creare un Tesoro a livello europeo. Abbiamo avuto un grande successo con i bond di Sure e avremo un grande successo con quelli del Recovery. È un modello da rendere definitivo". Cancellare i debiti contratti dai governi per rispondere al Covid "è un'ipotesi di lavoro interessante, da conciliare con il principio cardine della sostenibilità del debito, afferma Sassoli. "Nella riforma del patto di stabilità dovremo concentrarci sull'evoluzione a medio termine di deficit e spesa pubblica in condizioni di crisi e non solo ossessivamente sul debito". Sul Mes, "di fronte alla sofferenza che vediamo in tutti i Paesi lasciare nel congelatore 400 miliardi sarebbe intollerabile. Per rendere utile il Mes serve discontinuità: è necessario riformarlo e renderlo uno strumento comunitario, non più intergovernativo", dichiara Sassoli.

Il presidente del Parlamento europeo dà ragione a Paolo Gentiloni sul Patto di Stabilità: "E' inutile pensare di riattivarlo prima del 2023". Adesso "abbiamo bisogno che tutti gli Stati membri s'impegnino in riforme fiscali coordinate a livello europeo, in modo da sviluppare politiche redistributive". "Molti combattono con la povertà, ma altri hanno guadagnato dalla crisi. Il contributo dei privilegiati è importante per ridurre le diseguaglianze", sottolinea in riferimento "ai giganti della Rete e ad alcune grandi catene di distribuzione. E' necessario mettere fine ai privilegi di cui le grandi industrie godono in alcuni paesi dell'Unione, come i tax ruling".

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