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Avvio negoziati per Albania e Macedonia slitta a vertice Ue

Discussione prosegue tra leader. Da Italia pieno sostegno. Francia e Paesi Bassi contrari.

Avvio negoziati per Albania e Macedonia slitta a vertice Ue

Redazione Ansa

BRUXELLES, 15 OTT - La decisione sull'apertura dei negoziati di adesione all'Ue per l'Albania e la Macedonia del Nord slitta al Consiglio europeo di giovedì e venerdì a Bruxelles. Alla riunione oggi a Lussemburgo al Consiglio Affari generali non si è raggiunta l'unanimità necessaria al via libera delle trattative. La discussione proseguirà giovedì tra i capi di Stato e di governo dell'Ue. La Francia, da sempre contraria all'avvio dei negoziati, è stata l'unica ad aver posto il veto sui due paesi. Contrarietà solamente all'Albania è stata invece espressa dai Paesi Bassi. 

L'Italia dà "sostegno pieno ad aprire i negoziati con Macedonia del Nord e l'Albania" per l'adesione all'Ue, "secondo noi entrambi i Paesi ne hanno diritto", ha detto il ministro agli Affari europei, Enzo Amendola, a margine del Consiglio Affari generali a Lussemburgo. "Al momento non si riscontra unanimità" tra gli Stati membri, ha spiegato Amendola, auspicando che "si raggiunga un consenso più largo in vista del Consiglio europeo" di giovedì e venerdì a Bruxelles. La posizione dell'Italia "è di largo sostegno", ha ribadito il ministro, precisando che "l'apertura dei negoziati non significa un allargamento immediato, ma dà la possibilità all'Ue di rafforzarsi nel sud-est".

"Non è un momento di gloria per l'Europa, spero ancora si arrivi a una decisione positiva entro questa settimana e si aprano i negoziati di adesione per l'Albania e la Macedonia del Nord", ha detto il commissario Ue all'Allargamento, Johannes Hahn, dopo il mancato accordo tra i ministri europei riuniti. Dal giugno 2018, la decisione sull'apertura delle trattative Ue per i due Paesi balcanici è stata rinviata già due volte, nonostante le raccomandazioni positive di Bruxelles. "La stragrande maggioranza degli Stati membri ha appoggiato la nostra raccomandazione, eppure siamo ancora dove siamo. Non darò la colpa a nessuno ma non è un momento di cui possiamo essere orgogliosi", ha detto Hahn, sottolineando che "un ulteriore rinvio danneggerebbe la credibilità dell'Ue nella regione". Il commissario ha aggiunto di volersi "scusare personalmente con i cittadini". Tirana e Skopje, ha concluso, "hanno fatto quello che dovevano fare, anche alcune riforme dolorose che nella maggior parte dei nostri Paesi non sarebbero possibili"

 

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