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Immigrazione: base operativa Frontex apre a Catania

Leggeri, ospiterà specialisti delle agenzie Ue per coordinamento

Immigrazione: Frontex, base operativa sarà a Catania

Redazione Ansa

BRUXELLES - Sarà a Catania la base regionale operativa di Frontex, e ricadrà sotto l'autorità del comando nazionale di Triton, la cui sede centrale di coordinamento è a Pratica di Mare. Esperti dell'agenzia Ue hanno già fatto un sopralluogo in un locale messo a disposizione dalle autorità italiane, trovandolo idoneo, e si punta a partire con l'iniziativa "nel più breve tempo possibile". L'ipotesi è tra due settimane. La sede potrebbe cambiare dopo la pausa estiva, ma resterà comunque nella città siciliana.

 

Per il sindaco Enzo Bianco la decisione "rappresenta un passo decisivo per far operare al meglio l'Agenzia", mentre per il parlamentare di Sel Erasmo Palazzotto, segretario della Commissione di inchiesta sul Sistema di Accoglienza è "un vero e proprio commissariamento dell'Italia sulle identificazioni". E se secondo l'eurodeputata di S&D, Caterina Chinnici "è segno di un cambiamento di rotta", per M5S è "solo fumo negli occhi". A parlare del "ruolo" di questa "cellula" regionale all'ANSA, è il direttore esecutivo di Frontex, Fabrice Leggeri. La base regionale - spiega - costituisce un progetto pilota, che potrà essere replicato anche in altri Stati membri, e riguarda i cosiddetti "hotspot" i centri proposti dalla Commissione Ue nella sua Agenda per l'immigrazione.

 

L'idea è di mettere a punto un "sistema in cui il porto di sbarco è vicino al centro di prima accoglienza, dove i migranti saranno intervistati ed ospitati" per un breve periodo - si parla di giorni - prima di essere trasferiti. I porti, secondo fonti europee, dovrebbero essere cinque, tutti in Sicilia: Pozzallo, Porto Empedocle, Catania, Augusta e Lampedusa. Il "valore aggiunto" sarà la partecipazione degli ufficiali di collegamento di altre Agenzie Ue come quella per l'Asilo (Easo), Europol e Eurojust, "assieme alle autorità nazionali che hanno la responsabilità" per "rispondere ai bisogni" dell'accoglienza immediata, "in prima linea, sui casi individuali". Quello che interessa è accelerare l'accesso all'asilo per chi ha bisogno di protezione, ma anche le procedure per identificare i migranti irregolari da rimpatriare".

 

Punto cruciale anche il fotosegnalamento e la raccolta delle impronte digitali. Roma è stata più volte accusata dai partner Ue di non fare abbastanza e la proposta legislativa per una ridistribuzione intra-Ue dei richiedenti asilo presentata ieri dall'esecutivo comunitario, fa un chiaro richiamo al rispetto degli obblighi, ponendoli come una condizione. Ma, osserva Leggeri "quello delle impronte digitali è un problema comune a molti Stati membri. Nelle prossime settimane e mesi, in collaborazione con la Commissione Ue, miglioreremo questa procedura di pre-rimpatrio. Sarà utile all'Italia, ma anche a altri Paesi".

 

Tra l'altro Frontex, che sta assumendo personale con profilo specializzato conta, nel medio periodo, di inviare una serie di ufficiali di collegamento nei Paesi Terzi, come avviene ora con la Turchia, proprio per agevolare i ritorni in patria. "La ragione per la quale ho fatto questa proposta all'Italia - evidenzia Leggeri - sta nel bisogno di avere, a livello locale, ufficiali in grado di coordinare e mettere a punto le dimensioni tecniche e logistiche del lavoro per le 'attività di seconda linea', quelle condotte cioè dagli intervistatori sul campo (screeners e debriefers)", che possono individuare migranti con informazioni di intelligence importanti per Europol (impegnata nell'operazione contro i trafficanti Jot Mare) o chiedere l'intervento di Easo per i soggetti vulnerabili.

 

Intanto l'Agenzia Ue, che ha esteso la sua area operativa a 80 chilometri dalla costa libica (ed entrerà nelle acque del Paese solo su richiesta di intervento per operazioni di soccorso e salvataggio) si interfaccerà anche con la missione EunavFor Med, sebbene la natura di Triton sia civile, e quindi ben diversa

 

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