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Gay: vietato donare sangue, ma solo con prove rischi

In Italia divieto rimosso. Grillini, basta fare test su sacca

Redazione Ansa

BRUXELLES - La Corte europea giustifica la normativa francese che "esclude in modo permanente gli uomini che abbiano avuto rapporti omosessuali, dalle donazioni di sangue". La disposizione è compatibile col diritto europeo, scrivono i giudici in risposta ad un quesito sollevato da un tribunale amministrativo di Strasburgo dopo il ricorso di un donatore a cui un medico aveva rifiutato di fare il prelievo. Occorre tuttavia che sia "dimostrato che per queste persone esiste un alto rischio di contrarre gravi malattie infettive, come l'Hiv, e che non sono disponibili tecniche efficaci di ricerca o metodi per assicurare un livello elevato di protezione della salute dei riceventi, meno restrittivi dell'esclusione".

 

Ma il presidente di Gaynet Franco Grillini definisce la sentenza "ambigua" e reagisce: "donare sangue è un dovere civile per chiunque sia sano e in grado di poterlo fare". E ricorda come, da presidente della Commissione per i diritti civili del Ministero per le Pari opportunità nel 2001 chiese al ministro della Salute dell'epoca, Umberto Veronesi, di rimuovere il divieto di donazione del sangue per le persone omosessuali di sesso maschile che vigeva anche in Italia. Cosa che Veronesi fece. "Per garantire che ogni sacca di sangue da donatore sia sana è sufficiente sottoporla al test per le malattie a trasmissione sessuale - aggiunge - perché non c'è solo l'Hiv ma anche le epatiti e le altre malattie infettive. Fortemente critico anche il segretario nazionale dell'Italia dei Valori Ignazio Messina, secondo il quale la sentenza della Corte Ue "è oggettivamente discriminatoria. Tale decisione costituisce un segnale regressivo, intriso di oscurantismo culturale: non è questa l'Europa che a noi piace".

 

La Corte Ue, nella sua argomentazione, sottolinea che secondo dati in suo possesso, nel periodo tra 2003 e 2008 la quasi totalità dei contagi da Hiv ha avuto la sua causa in un rapporto sessuale, mentre la metà dei nuovi contagi riguardano uomini che hanno avuto rapporti omosessuali. Sempre nello stesso periodo, questi ultimi rappresenterebbero la popolazione più colpita da contagio da Hiv, con un tasso 200 volte superiore a quello della popolazione eterosessuale francese. Inoltre, è in Francia che l'incidenza di HIV all'interno della categoria degli uomini che hanno avuto rapporti sessuali con persone dello stesso sesso sarebbe la più elevata tra tutti gli Stati dell'Europa e dell'Asia centrale. Il giudice "dovrà quindi verificare se, alla luce delle attuali conoscenze mediche, scientifiche e epidemiologiche, i dati siano affidabili e tuttora rilevanti".

 

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