Regioni

I testamenti dei grandi italiani in mostra a Sassari

Da Garibaldi a Cossiga, da Lussu a Grazia Deledda

Redazione Ansa

(ANSA) - SASSARI, 02 MAG - Da Garibaldi a Cossiga, da Cavour ad Antonio Segni, e ancora Grazia Deledda, Enzo Ferrari, Pirandello, Emilio Lussu, Verdi, Maria Lai. Gli ultimi voleri dei personaggi della storia, dell'arte, della letteratura e della politica italiana portati a conoscenza del pubblico con la mostra "Io qui sottoscritto. Testamenti di grandi italiani", che sarà a Sassari dal 10 maggio al 4 giugno nella Biblioteca universitaria.
    Realizzata dal Consiglio nazionale del notariato e dalla Fondazione italiana del notariato, la mostra è nata nel 2012 e dopo essere stata accolta in diverse città, arriva ora in Sardegna, arricchendosi con i testamenti di alcuni dei personaggi più illustri dell'Isola. Nell'esposizione allestita nei locali dell'ex ospedale civile di piazza Fiume, costruito nel 1843 per volere del Re Carlo Alberto, si potranno visionare una serie di documenti che raccontano l'Italia così come traspare dai testamenti dei personaggi che hanno contribuito a scrivere la storia del Paese. Documenti emozionanti sia per il contenuto, sia per la forma. Sulla carta ingiallita dal tempo si potranno leggere le parole impresse con mano ora ferma, ora tremante, da donne e uomini che oltre a testamenti scritti, hanno tramandato anche dei lasciti morali.
    A emozionare sono soprattutto le firme in calce a ogni documento, che rendono autentiche e immortali le parole e le volontà. Come quelle di Giuseppe Garibaldi, che dettava minuziosamente le istruzioni per la sua sepoltura: "Il mio cadavere sarà cremato con la legna di Caprera e con un pizzico di cenere, chiuso in un'urna di granito, collocata nella tomba delle mie bambine…La mia salma vestirà camicia rossa".
    O ancora le parole di Emilio Lussu: "Nomino erede universale della mia proprietà esistente il Comune di Armungia perché lo amministri e ne disponga nell'interesse delle famiglie più povere".
    Documenti che uscendo dagli archivi in cui sono custoditi diventano testamento di un Paese, della sua storia, della sua cultura, della sua umanità. (ANSA).
   

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