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Picasso e la metamorfosi della figura al Mudec di Milano

In mostra anche bozzetti preparatori Les Demoiselles d'Avignon

Redazione Ansa

(ANSA) - MILANO, 21 FEB - L'arte come un tutto senza tempo, senza passato né futuro. Così amava considerarla Pablo Picasso che mostrò sempre rispetto per le manifestazioni artistiche di altre culture e tempi e seppe, più di ogni artista della sua generazione, comprenderle e reinventarle. Questo rapporto é al centro della mostra 'Picasso. La metamorfosi della figura', che si tiene dal 22 febbraio al 30 giugno al Mudec di Milano, prodotta da 24 Ore Cultura - Gruppo 24 Ore e promossa dal Comune.
    L'esposizione, curata da Malén Gual, conservatrice onoraria del Museo Picasso di Barcellona insieme a Ricardo Ostalé, offre al pubblico quaranta opere del maestro spagnolo, tra dipinti, sculture, insieme a 26 disegni e bozzetti di studi preparatori, del preziosissimo Quaderno n. 7 concesso per la mostra dalla Fondazione Pablo Ruiz Picasso - Museo Casa Natal di Malaga. Il progetto sarà anche l'occasione per rivedere ospitata al Mudec, dopo anni, la Femme nue del Museo del Novecento di Milano, dipinto che fu preludio al capolavoro picassiano Les Demoiselles d'Avignon.
    Sono sei le sezioni della mostra che raccontano l'evoluzione dell'arte di Picasso in rapporto all'arte primitiva. Fulcro della mostra é la sezione dedicata allo studio de Les Demoiselles d'Avignon. In mostra si può ammirare un taccuino del 1907, il cosiddetto Quaderno n. 7, in cui vengono presentati 26 fogli che ospitano disegni e schizzi preparatori della grande opera, insieme ad alcune maschere africane.
    Dalla sezione Cubismo (1908-1927) si passa al periodo dagli anni '20 alla Seconda Guerra Mondiale, in cui permane l'arte tribale nell'opera di Picasso. La forza delle opere africane, la loro espressività atemporale, può essere riflessa nell'opera degli anni '20-'30, persino in alcuni bozzetti per il Guernica e nelle figure tragiche degli anni di guerra. In Metamorfosi della figura sono esposte opere di Picasso tra il 1930 e il 1970. Qui non sono incluse opere africane, poiché Picasso non si riflette in esse, ma è giunto all'essenza, alla magia che ha sempre cercato di afferrare partendo dall'amore per queste opere d'arte. (ANSA).
   

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