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I capolavori di Caravaggio a confronto nelle sale di Brera

La cena di Emmaus e, da domani, il David con la testa di Golia

Redazione Ansa

MILANO - Due capolavori assoluti di Caravaggio sono messi a confronto, uno accanto all'altro, alla Pinacoteca di Brera nell'ambito dell'iniziativa 'Nono dialogo', il terzo appuntamento che ospita le opere del maestro lombardo.
    Si tratta del 'David con la testa di Golia' proveniente dalla Galleria Borghese di Roma che dialogherà, dal 21 giugno al 25 settembre, con 'La cena in Emmaus' della Pinacoteca di Brera. La nuova mostra, curata da Letizia Lodi, metterà in scena un raffronto mai visto. I due dipinti infatti, entrambi appartenenti alla tarda produzione dell'artista ed eseguiti tra Roma e Napoli, per la prima volta sono esposti l'uno accanto all'altro con pubblico e studiosi invitati a ragionare e confrontarsi sul tema della datazione del 'David con la testa di Golia', ancora molto dibattuto dalla critica. "A cinque anni di distanza dal dialogo su Caravaggio del 2017 chiediamo di nuovo al pubblico di prendere parte al dibattito sull'esatta datazione del capolavoro proveniente dalla Galleria Borghese - ha spiegato James Bradburne, direttore generale della Pinacoteca di Brera e Biblioteca nazionale braidense -. Ogni quadro è una domanda e ci chiede di capire perché esiste". Nel capolavoro della Galleria Borghese, ora in prestito a Brera, David non manifesta un fiero atteggiamento di trionfo mentre regge e osserva il capo mozzato di Golia, la sua espressione è di pietà verso quel peccatore. Nel viso di Golia Caravaggio avrebbe raffigurato se stesso, in un autoritratto toccante, con la bocca spalancata dopo avere esalato l'ultimo respiro e lo sguardo sofferente, l'incarnato esanime. Proprio il tema del perdono riferito alla testa mozzata del gigante suggerirebbe, come hanno spiegato anche recenti studi, che la realizzazione del dipinto sia da collocare tra la fine del periodo romano e i primi mesi del soggiorno napoletano di Caravaggio. La condanna a morte dell'artista era stata pronunciata infatti nel 1606.
    Questo spiegherebbe anche la somiglianza stilistica con 'La cena in Emmaus' di Brera, cosa che i visitatori potranno valutare da soli. 
   

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