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Palazzo Merulana, il salotto dell'arte

Novemila ingressi in 2 mesi nel nuovo spazio espositivo di Roma

Redazione Ansa

Novemila visitatori in due mesi: un boom di ingressi sorprendente per Palazzo Merulana, il neonato "salotto dell'arte" di Roma. La definizione piace a Claudio Cerasi, il costruttore che insieme con la moglie Elena ha creato la Fondazione che porta il loro nome per offrire alla città la collezione di 90 opere di prim'ordine dell'arte italiana del Novecento, dai capolavori della Scuola Romana agli anni Sessanta, fino a toccare autori contemporanei. "Non volevo che fosse un museo dove osservare quadri e sculture - dice - ma un luogo che ricordasse un po' casa mia, uno spazio in cui rilassarsi, conversare, passare il tempo senza fretta". Una delle ragioni del successo è la splendida sede della Fondazione, il grande edificio del 1929 in via Merulana, a pochi passi da piazza Vittorio, che durante il fascismo ospitava l'Ufficio di Igiene rimasto poi per decenni abbandonato nel degrado. Negli anni Sessanta si pensò addirittura di abbatterlo, ma la soprintendenza bloccò tutto riconoscendone il valore storico e architettonico. I Cerasi, famiglia di costruttori romani che nel loro carnet di opere importanti contano anche il nuovo volto del Maxxi, hanno pensato nel 2002 di farlo rinascere aggiudicandosi la gara per un project financing e - tra iter burocratici, pratiche, pareri, autorizzazioni e intoppi - solo nel 2015 hanno avuto il via libera per la ristrutturazione, affidata per gli interni all'architetto Carlo Lococo ed eseguita dalla Sac, la loro società. Il risultato sono quattro piani dove il bianco regna tra stucchi e marmi, 1800 metri quadrati per le esposizioni, una terrazza di 260 metri quadri per eventi e serate. Il palazzo di proprietà comunale è stato concesso per 88 anni alla Fondazione che ha scelto CoopCulture per la gestione.
    "Penso sia stata una decisione intelligente affidarla a loro - osserva Cerasi - grandi esperti nella conduzione di musei. Hanno proposto molte soluzioni e una ricca programmazione di eventi".
    Il fulcro della raccolta è al secondo piano, dove l'attenzione ruota intorno all'enorme salone con due grandi divani, in cui campeggia la scultura dorata "Il direttore delle stelle" opera recente di Jan Fabre, che crea un contrasto forte con il contesto in cui scorrono capolavori di Balla, Depero, Donghi, De Chirico, Casorati, Capogrossi, Cambellotti, Severini, Martini, Sironi, Mafai, Campigli, Funi, Pirandello. Nella prima sala, spicca non a caso i "Piccoli saltimbanchi", del 1958, di Antonio Donghi. Tutto nasce da questo quadro. "Andai a una retrospettiva a Palazzo Grassi nel 1985 e mi colpì molto - racconta Cerasi -.
    Cercai in ogni modo di rintracciare il proprietario e con un grande sforzo economico lo acquistai. Cominciai così a raccogliere opere comprando anche sculture". Cerasi, 85 anni portati "con lo spirito di un ragazzo", ha pensato alla Fondazione per un motivo ben preciso. "L' idea che dopo la mia morte la collezione potesse essere divisa tra i miei tre figli non mi piaceva, perché la ritengo unitaria e unica nel suo insieme. Così ne ho parlato con loro che, anzi, mi hanno capito e incoraggiato. Ci ho messo l'anima e devo dire che è venuta bene. Il successo è superiore alle aspettative". Una prova che i fatti gli stanno dando ragione sono anche i 1.500 visitatori registrati nella sola notte dei musei del maggio scorso. Palazzo Merulana ha altri motivi per piacere. Il biglietto, innanzitutto: ora è quattro euro, dal 3 settembre passerà a cinque. Poi c'è la card annuale che, con 20 euro (15 per gli under 26), assicura ingressi a piacere, sconti al bookshop, per molti eventi, e al CafèCulture al piano terra dove sono esposte sculture di vari autori e l'entrata è libera. "Roma aveva bisogno di un luogo del genere - dice Letizia Casuccio, direttore generale di CoopCulture -, un museo che è anche uno spazio culturale per aggregare. Con Merulana Culture Hub abbiamo avviato una calendarizzazione partecipata degli eventi coinvolgendo tutte le associazioni del quartiere Esquilino".
    Hanno risposto più di 300 rappresentanti e operatori proponendo 270 progetti. Dieci di questi sono stati scelti per il calendario estivo. A luglio il programma è partito con serate di letteratura, cibo e musica. Per la ripresa si sta pensando di riservare uno degli appuntamenti espositivi a Giorgio De Chirico, di cui a Palazzo Merulana sono in mostra quattro dei sette "Bagni misteriosi". (ANSA). FM/ S43 QBXL

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