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Le regole per viaggiare all'estero

Riprendono gli spostamenti, ma con modalità diverse da Paese a Paese

Redazione Ansa

Dal 3 giugno si viaggerà in tutta Italia, tra regioni e via mare; e all'estero? Riprendono gli spostamenti tra i Paesi dell'area Schengen senza quarantene né autocertificazioni, ma gli accordi tra le nazioni sono complicati e vengono adottate misure e regole diverse, caso per caso, sempre in base all'andamento dell'epidemia.

La Grecia, per esempio, apre le frontiere ma gli italiani provenienti dalle zone a rischio saranno sottoposti a test, la Spagna consente l'ingresso ai turisti ma solo da luglio mentre la Croazia vuole la prenotazione degli alberghi come garanzia. D'altronde le frontiere sono competenza dei singoli Paesi e la Commissione europea può solo invitare tutti ad accordi coordinati e a garantire che ci sia una strategia comune per non svantaggiare alcuni Stati rispetto ad altri. Al momento però l'apertura delle frontiere è a singhiozzo, come dimostra la Grecia che dal 15 giugno permette l'entrata a 29 Paesi ma fino a ieri non al nostro, alla Francia e alla Spagna.

«Il divieto d'ingresso non si applica alla nazionalità dei turisti» ha precisato il governo ellenico, «ma al Paese di provenienza»; Atene ha comunque fatto sapere che aggiornerà l'elenco degli accessi consentiti il primo luglio e che ha adottato le misure chieste dalla Commissione Europea secondo la quale i 27 Stati devono seguire tre criteri: epidemiologico, usando le informazioni dell'Agenzia europea che monitora l'andamento del virus; la capacità di contenimento e di tracciamento attraverso le app e le prenotazioni. Oggi la Grecia ha fatto sapere che a partire dal 15 giugno i voli internazionali saranno ammessi negli aeroporti greci di Atene e Salonicco ma se l'aereo proviene da uno degli aeroporti dell'elenco delle aree "ad alto rischio" stilato dall'Agenzia europea per la sicurezza aerea (che per l'Italia sono Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto) i passeggeri saranno sottoposti a un test all'arrivo. Se negativo, il passeggero si metterà in auto-quarantena per 7 giorni. Se positivo, la quarantena sarà di 14 giorni.

In attesa che i ministri Ue si incontrino il prossimo 5 giugno per un ulteriore confronto, ecco le regole base per viaggiare quest'estate. Dal 3 giugno ci si sposterà in Europa e dal 15 nei Paesi extra Ue, ma con diverse regole: possiamo andare in vacanza in Croazia esibendo la prenotazione alberghiera ma non si può passare attraverso la Slovenia, che ha chiuso le frontiere per l'emergenza sanitaria. Possiamo andare in Austria ma solo per motivi di lavoro e con una quarantena di 14 giorni: «La situazione in Italia è quella più difficile — ha comunicato il cancelliere Sebastian Kurz «ma il 3 giugno cercheremo una soluzione»; è probabile dunque che si potrà entrare ma solo con una prenotazione alberghiera. E' chiusa anche la Svizzera tranne ai frontalieri per ragioni di lavoro e probabilmente le frontiere potranno aprire solo dal 6 luglio. La Francia in realtà non ha mai chiuso le frontiere, ma per ora gli italiani che vogliono andarvi in vacanza devono avere un'autocertificazione e dichiarazione di assenza di sintomi da Covid-19; gli spostamenti saranno più facili dal 15 giugno quando le regole si allenteranno.

La Spagna si apre al turismo internazionale dal primo luglio in condizioni di massima sicurezza: «Il turismo spagnolo avrà ora due nuovi focus fondamentali: la sostenibilità ambientale e la sicurezza sanitaria.» ha annunciato il presidente Pedro Sanchez. Dall'8 giugno chi vorrà viaggiare in Gran Bretagna dovrà fare una quarantena di 14 giorni, così come in Belgio, a Malta e in Irlanda. Isolamento obbligatorio per chi va in Polonia, ma dal 13 giugno le restrizioni si allenteranno anche se non per l'Italia, che resta ancora sotto osservazione. La Germania apre le frontiere dal 15 giugno senza restrizioni, ma per ora si viaggia solo per motivi di lavoro. Chi vuole fare una vacanza a Cipro - che da luglio apre le frontiere a molti Paesi tranne che all'Italia - dovrà aspettare che migliori l'emergenza sanitaria.
    Le diplomazie sono dunque ancora al lavoro e in attesa di ulteriori aperture o chiusure è bene consultare il sito viaggiaresicuri.it a cura del Ministero degli Esteri.
   

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