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Calder e Kelly, arte e amicizia a NY

Da Lévy Gorvy le affinità elettive di due maestri del '900 Usa

Redazione Ansa

NEW YORK - "Dear Kelly", "Dear Calder". Nella storia dell'arte del Novecento, nessun "bromance" e' stato artisticamente fruttuoso come quello di Alexander Calder e Ellsworth Kelly. Per oltre vent'anni, da quando entrambi avevano vissuto a Parigi, i due artisti furono i migliori amici anche se Calder era di 25 anni piu' vecchio e per decenni continuarono a influenzarsi reciprocamente. Ora una mostra a New York esplora per la prima volta il loro legame. "Calder/Kelly", aperta dal 9 novembre al 9 gennaio nella galleria Lévy Gorvy su Madison Avenue, giustappone e accosta le sculture di Calder con dipinti su larga scala di Kelly per mostrarne affinità visive e personali.

L'idea nasce tre anni fa: visitando la retrospettiva dedicata a Calder al Pulitzer Art Center di St. Louis, la gallerista Dominique Lévy e' rimasta colpita dalle assonanze con un'opera di Kelly che, senza nessuna scelta dei curatori, faceva da sfondo. I due artisti si erano conosciuti nel 1952 in Francia, ma fu solo dopo il rientro di Kelly negli Usa, nel 1954, che l'amicizia sboccio' veramente. Il più anziano e già affermato Calder divine un mentore per Kelly sostenendolo finanziariamente e cantandone le lodi ai curatori del Guggenheim e del MoMA tant'e' che nel 1959 il giovane fu incluso nella importantissima mostra del MoMA "Sixteen Americans".

L'allestimento da Lévy Gorvy e' stato organizzato insieme alla Calder Foundation e l'Ellsworth Kelly Studio: include una trentina di opere nell'arco di cinque decenni, tra cui, di Calder, il mobile del 1954 "Red Maze III" e la scultura di fogli di metallo "Black Beast" del 1940, mentre di Kelly sono esposti "Red White" del 1962 e "Three Gray Panels" (1987). Oltre a dipinti e sculture, la mostra include frammenti di corrispondenza. In un biglietto, Calder assicura Kelly che non deve preoccuparsi di arrivare alla fine del mese: aveva provveduto lui a pagare l'affitto. "Mio nonno era generoso con altri artisti, regalava le sue opere, ma che pagasse l'affitto come fece con Ellsworth e' senza precedenti. Anche Kelly rimase sorpreso", ha commentato alla presentazione alla stampa Sandy Rower, nipote dell'artista e rappresentante della Calder Foundation.

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