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Lavoro nero, in agricoltura 220 mila occupati su 3,3 mln

La tendenza è in crescita

Redazione Ansa

(ANSA) - ROMA, 30 OTT - Su un totale di 3,3 milioni di occupati irregolari in Italia, 220 mila possono essere ricondotti alle attività agricole, della silvicoltura e della pesca. E' uno dei dati che emerge dal focus Censis reso noto in occasione dell'assemblea della cooperazione agroalimentare e della pesca. In agricoltura la quota di sommerso raggiunge il 16,9% e tende a crescere nell'ultimo periodo, con +0,5% tra il 2014 e il 2017, così come accade nella produzione di beni alimentari e di consumo con +0,4%. Un fenomeno dalle grandi dimensioni assolute e relative, ma pericoloso soprattutto per la forte concorrenza sleale che esercita nei confronti dell'occupazione regolare del comparto. "È impensabile competere nello stesso mercato con regole diverse", ha detto il presidente Giorgio Mercuri rispetto al lavoro nero e al sommerso, "dove da un lato ci sono tante aziende che rispettano le regole e dall'altro chi non lo fa". In tutti i segmenti della produzione agroalimentare, spiega il Censis, i tassi di crescita del lavoro irregolare riflettono il degrado che può portare la diffusione di condizioni lavorative non protette. Significativo è anche il gap salariale tra lavoratori regolari e irregolari. Secondo le ultime analisi del Mef del 2016 in agricoltura il salario orario regolare è pari a 10 euro, mentre quello corrisposto in media a un lavoratore dipendente irregolare è inferiore di poco meno di 4 euro. (ANSA) Leggi l'articolo completo su ANSA.it