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Coldiretti, anno di caldo record, ma a pagare è l'agricoltura

Solo quest''anno fino ad ora danni per 600 milioni di euro

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Redazione Ansa

La tendenza al surriscaldamento in Italia, dove non si sono mai registrate temperature così elevate, è un processo che è accompagnato da una progressiva tropicalizzazione del clima con il moltiplicarsi di eventi estremi che hanno provocato solo quest''anno fino ad ora danni per 600 milioni di euro all'agricoltura. A dirlo è la Coldiretti sulla base dei dati del National Climatic Data Centre (Noaa), sui primi nove mesi dell'anno. Ma il conto rischia di essere ancora piu' salato con l'ultima ondata di maltempo in Sardegna che ha già subito perdite in agricoltura per 5 milioni di euro dalla recente alluvione secondo la Coldiretti.

Gli effetti del clima tropicale - sostiene la Coldiretti - sono visibili sull'ambiente, non cadono le foglie dalle piante che per il caldo non sono entrate nella fase di riposo vegetativo caratteristico della stagione ma in giro ci sono ancora mosche e zanzare a testimoniare un autunno pazzo, con temperature ben al di sopra delle medie. Nelle case e nelle campagne è in atto una vera invasione di sciami di cimici che si stanno moltiplicando nel nord Italia costringendo nei centri abitati i cittadini a barricarsi in casa con porte e finestre chiuse mentre nelle campagne si contano i danni provocati da questi insetti insaziabili che stanno colpendo soia, mais, pere, mele, pesche e kiwi con danni fino al 40% dei raccolti nei terreni colpiti.

L'agricoltura è l'attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli" afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che "i cambiamenti climatici impongono una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla meteorologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio. 

L'anno più caldo di sempre in Europa è il 2018
Il 2018 si classifica, fino ad ora, l'anno più caldo di sempre in Europa, dove le temperature sono risultate superiori di 1,86 gradi alla media storica (1910-2000). È quanto emerge dai dati del National Climatic Data Centre (Noaa), sui primi nove mesi dell'anno, dai quali si evidenzia peraltro che il 2018 si colloca al quarto posto tra gli anni più bollenti a livello mondiale, facendo registrare una temperatura media sulla superficie della Terra e degli oceani, superiore di 0,77 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo.

Questo record ha battuto il precedente segnato nel 2014, dove le temperature sono risultate superiori di 0,13 gradi rispetto alla media storica. La tendenza al surriscaldamento è evidente anche in Italia dove non si sono mai registrate temperature così elevate dal 1800 con valori superiori di 1,53 gradi la media storica. Al 30 settembre di quest'anno, infatti, il 2018 risulta essere anche l'anno più bollente per l'Italia dal 1800, quando sono iniziate le rilevazioni, con una temperatura superiore di 1,53 gradi rispetto alla media, secondo i dati Isac-Cnr, relativi alle temperature registrate nella penisola nei primi nove mesi dell'anno.

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