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Ricostruito il rapporto tra il clima e il ciclo del carbonio

Grazie ai depositi marini di 50 milioni di anni

I sedimenti marini utili a ricostruire il legame tra il clima e il ciclo del carbonio. (fonte: Alain COUETTE/Wikipedia)

Redazione Ansa

Una simulazione ha permesso di ricostruire il rapporto fra il ciclo del carbonio e il clima negli ultimi 50 milioni di anni, rivedendo in particolare il legame tra la concentrazione di anidride carbonica atmosferica e la chimica dei depositi calcarei dei sedimenti oceanici. È quanto emerge dallo studio pubblicato sulla rivista Science Advances dagli oceanografi dell’Università americana delle Hawaii, a Mānoa, coordinati da Richard Zeebe e Nemanja Komar.

Gli autori dello studio hanno, in particolare, analizzato, attraverso modelli al computer, gli scheletri fossili di organismi marini vecchi di 50 milioni di anni, i cui gusci si sono depositati nel tempo nei sedimenti dei fondali oceanici. Grazie all’analisi di questi sedimenti, è stato possibile ricostruire alcune caratteristiche passate degli oceani, dalla loro chimica, alla temperatura.

I dati hanno mostrato, però, alcune sorprese. Gli attuali modelli indicano che buona parte del carbonio che costituisce i gusci dei fossili nei fondali oceanici derivi dall’anidride carbonica nell’atmosfera, legata ad esempio all’attività vulcanica.

Ma, contrariamente alle aspettative, gli autori dello studio hanno osservato nei loro modelli che “nel corso del Cenozoico (a partire da circa 66 milioni di anni fa fino ai nostri giorni) a una diminuzione di anidride carbonica atmosferica spesso non ha fatto seguito una riduzione della concentrazione di carbonato nei sedimenti, che invece si è rafforzata”.

La spiegazione più probabile, precisano gli autori, è che “questa disconnessione si sia sviluppata a causa della crescente sproporzione di carbonato sepolto nei fondali oceanici rispetto alla piattaforma continentale, a causa del calo del livello del mare quando la Terra si è raffreddata e si sono formati i continenti. Il nostro studio - concludono - fornisce nuove informazioni sui processi fondamentali del sistema Terra, importante per fare previsioni sui cambiamenti nel clima e nel ciclo del carbonio”.

 

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