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Telescopio Webb scova un mini asteroide grande quanto il Colosseo

Utile per ricostruire l'evoluzione del Sistema solare

Il telescopio Webb ha scoperto un asteroide grande quanto il Colosseo (fonte: N. Bartmann ESA/Webb, ESO/M. Kornmesser e S. Brunier, N. Risinger skysurvey.org)

Redazione Ansa

Un mini asteroide grande quanto il Colosseo è stato scoperto per caso nelle prime immagini di prova raccolte dal super telescopio spaziale James Webb delle agenzie spaziali di Stati Uniti (Nasa), Europa (Esa) e Canada (Csa). L'oggetto celeste, del diametro di circa 100-200 metri, si trovava nella regione interna della fascia principale degli asteroidi (situata tra Marte e Giove) quando è stato immortalato durante le fasi di calibrazione dello strumento Miri (Mid-InfraRed Instrument) per le osservazioni nel medio infrarosso.

L’asteroide, probabilmente l’oggetto più piccolo visto finora da Webb, è stato rilevato "in modo del tutto inaspettato", spiega Thomas Muller, astronomo presso l'Istituto Max Planck per la fisica extraterrestre in Germania. Le osservazioni, infatti, non erano state pianificate per scovare nuovi asteroidi, bensì per calibrare lo strumento Miri puntato sull'asteroide (10920) 1998 BC1, scoperto 25 anni fa. L'operazione era stata considerata fallita per motivi tecnici (dovuti alla luminosità del bersaglio e al puntamento sfalsato del telescopio), ma nonostante ciò i dati dell’asteroide 10920 hanno permesso di testare una nuova tecnica per definire l’orbita e le dimensioni di un oggetto celeste e hanno perfino consentito di scovare il piccolo ‘intruso’.

 "I nostri risultati mostrano che anche le osservazioni Webb 'fallite' possono essere scientificamente utili, se si ha la giusta mentalità e un po' di fortuna", sottolinea Muller. "L'incredibile sensibilità di Webb ha permesso di vedere questo oggetto di circa 100 metri a una distanza di oltre 100 milioni di chilometri". Ciò lascia intendere che Webb potrà contribuire in modo fortuito al rilevamento di nuovi asteroidi, ma soprattutto potrà aiutare a studiare in dettaglio quelli più piccoli di un chilometro, fornendo informazioni utili a perfezionare gli attuali modelli sull'evoluzione del Sistema solare.

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