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Trasporto spaziale, software italiano traccia le spedizioni

Sviluppato da D-Orbit, sfrutta il cloud di Amazon

L’ION Satellite Carrier (fonte: D-Orbit)

Redazione Ansa

Sviluppato in Italia un software che permette ai 'corrieri spaziali' di tracciare le loro spedizioni in orbita, proprio come accade con i pacchi sulla Terra: il programma si chiama 'Aurora' ed è stato messo a punto dalla società di logistica spaziale e trasporto orbitale D-Orbit, che lo ha presentato all'Aws Summit Milano, il principale evento annuale dedicato ai servizi cloud di Amazon Web Services (Aws).

"Il settore del trasporto e della logistica spaziale è in continua crescita da quando è diventato possibile lanciare satelliti piccoli e poco costosi che sono alla portata di molte aziende private e centri di ricerca", spiega Sergio Mucciarelli, a capo delle soluzioni software di D-Orbit. "Con il nostro cargo Ion, per esempio, che è grande quanto una lavatrice e pesa poco più di 200 chili da carico, trasportiamo in orbita satelliti che partono da dimensioni molto ridotte di 10 centimetri cubi". Ad oggi sono già sei i cargo Ion lanciati: il primo nel 2020, l'ultimo lo scorso 25 maggio. "Entro l'anno ne lanceremo altri tre, mentre nel 2023 ne manderemo in orbita 13", precisa l'esperto.

"Fin dal lancio del primo satellite ci siamo posti il problema di avere un software per il controllo di missione, che permettesse ai nostri clienti di seguire il satellite dal lancio fino all'arrivo in orbita, facendo l'analisi della telemetria e inviando comandi a distanza. Per ridurre i costi - continua Mucciarelli - abbiamo deciso di sviluppare il software in casa, consapevoli che l'uso del cloud sarebbe stato il modo migliore per avere un sistema flessibile, scalabile e affidabile". Il software Aurora ha così cominciato a operare appoggiandosi ai servizi cloud di Amazon Web Services (Aws); poi, a fine del 2020, D-Orbit ha deciso di sfruttare anche l'infrastruttura globale di antenne messa a disposizione da Aws Ground Station. "In questo modo – conclude Mucciarelli - siamo diventati più efficaci nello sfruttare la piccola finestra di visibilità di soli sette minuti che permette di comunicare con il satellite".

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