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Torna a salutare la Terra l'asteroide perduto

Dal diametro di 90 metri, se ne erano perse le tracce dal 2010

Redazione Ansa

Torna a trovarci l'asteroide 'perduto': si chiama 2010 WC9, ha il diametro di circa 90 metri, e se ne erano perse le tracce subito dopo la sua scoperta, avvenuta nel 2010. Nella notte fra il 15 e il 16 maggio, 5 minuti dopo la mezzanotte, passerà a 203.000 chilometri dalla Terra, ossia poco più della metà della distanza della Luna. Purtroppo il passaggio non sarà visibile dall'Italia, perché è osservabile solo dai cieli dell'emisfero australe.

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Animazione del passaggio dell'asteroide 2010 WC9 (fonte: ESA/NEO Coordination Centre)

"Ritrovato l'8 maggio 2018 dal telescopio del Monte Lemmon in Arizona, l'asteroide passerà vicino, ma a una distanza di assoluta sicurezza che non comporta alcun rischio per la Terra" ha rilevato l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope che nei giorni scorsi ha fotografato l'asteroide con il telescopio robotico americano, il Tenagra Observatories, in Arizona.


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L'asteroide 2010 WC9 fotografato dall'astrofisico Gianluca Masi (fonte: Gianluca Masi, The Virtual Telescope Project)


Per l'astrofisico l'avvicinamento sarà un'occasione speciale per osservare questo sasso cosmico: "il passaggio così vicino di un asteroide di questa taglia - ha aggiunto - non è frequentissimo e quindi è un'occasione per 'inseguirlo' con i telescopi e studiarlo nel dettaglio".

Al momento della minima distanza, 2010 WC9 sfreccerà alla velocità relativa di 12,8 chilometri al secondo e dall'emisfero australe sarà possibile osservarlo con piccoli strumenti, mentre dall'Italia, ha aggiunto, è stato osservabile fino al 14 maggio, con strumenti medi, a partire da 250 millimetri di diametro.

Grazie alle osservazioni fatte negli ultimi giorni, ha scritto il sito Spaceweather, gli astronomi hanno potuto calcolare meglio dimensioni e orbita di questo corpo celeste che aveva 'salutato' la Terra anche 8 anni fa, escludendo che nei prossimi 100 anni possa essere una minaccia per il nostro pianeta.

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