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Il Dna sbroglia l'intreccio evolutivo tra orsi bruni e polari

Simile a quello tra Sapiens e Neanderthal

Redazione Ansa

Pur avendo intrapreso percorsi evolutivi differenti, orsi polari e orsi bruni hanno continuato a incrociarsi proprio come è accaduto tra i Neanderthal e i Sapiens: lo dimostra l'analisi del Dna di orsi moderni e di un antico esemplare vissuto più di 100.000 anni fa in Norvegia. Lo studio è stato condotto da un team internazionale guidato da Charlotte Lindqvist dell'Università di Buffalo (Usa). I risultati, pubblicati sulla rivista dell'Accademia americana delle scienze (Pnas), potranno fornire spunti utili a prevedere il futuro delle due specie, geograficamente sempre più vicine a causa dei cambiamenti climatici.

Per svelare l'intreccio evolutivo che ha caratterizzato la storia di questi grandi mammiferi, i ricercatori hanno analizzato i genomi di 64 orsi polari e bruni moderni, inclusi alcuni provenienti dall'Alaska, dove vivono entrambe le specie. Il loro Dna è stato poi confrontato con quello estratto dal dente di un antico orso polare vissuto nell'arcipelago norvegese delle Svalbard tra 115.000 e 130.000 anni fa (i suoi resti sono conservati al Museo di Storia Naturale dell'Università di Oslo).

Dallo studio è emerso che le due specie di orsi si sarebbero separate tra 1,3 e 1,6 milioni di anni fa. In seguito, gli orsi polari sarebbero andati incontro a un drammatico declino che avrebbe ridotto la loro diversità genetica. Nel Dna sono state trovate prove di incroci tra le due specie antecedenti all'epoca in cui ha vissuto l'antico orso polare. Da questi eventi di ibridazione si sarebbe avuto uno scambio di geni tra le due specie, con il flusso genico più consistente che sarebbe andato dagli orsi bruni verso quelli polari.

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