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Prima istantanea della nascita di un buco nero

Dall'esplosione della supernova Mucca

Rappresentazione artistica della nascita di un buco nero o di una stella di neutron (fonte: D. Maturana & NOAO/AURA/NSF; Overlay (top left): NASA/Penn State University/Casey Reed; (top right): NASA Goddard Space Flight Center)

Redazione Ansa

Prima istantanea di una nascita cosmica: l'esplosione di una supernova, chiamata Mucca, è stata ripresa da una rete di telescopi e ha mostrato in diretta la formazione di una stella di neutroni o forse di un buco nero. Pubblicata sull'Astrophysical Journal, la scoperta parla italiano, con Raffaella Margutti che ha guidato al ricerca e Giacomo Terreran, entrambi negli Stati Uniti, alla Northwestern University.


"Sappiamo che buchi neri e stelle di neutroni si formano quando una stella muore, ma non li avevamo mai visti subito dopo la loro nascita" ha detto Margutti.


L'esplosione è avvenuta il 16 giugno 2018, quando nelle Hawaii i telescopi del progetto Atlas, che cercano asteroidi pericolosi, hanno allertato la comunità astronomica dell'improvvisa apparizione nel cielo di un bagliore, fino a 100 volte più luminoso di una tipica supernova. Chiamata AT2018cow e soprannominata "The Cow", cioè la Mucca, l'esplosione è avvenuta in una galassia a 200 milioni di anni luce di distanza, nella direzione della costellazione di Ercole. Subito dopo aver ricevuto l'allarme, il gruppo di Margutti è entrato in azione e ha iniziato a osservare l'insolita sorgente ai raggi X, nell'ottico, infrarosso e radio, grazie a telescopi sparsi in tutto il mondo.


Dalla combinazione di tutte le informazioni raccolte, i ricercatori hanno scoperto che i telescopi hanno catturato il momento esatto in cui una stella è esplosa per formare un oggetto compatto, come un buco nero o una stella di neutroni. Lo studio mostra anche che la straordinaria luminosità della supernova Mucca è dovuta alla grande velocità, di 30.000 chilometri al secondo, con cui sono stati scagliati nel cosmo i detriti della stella. "Quello che abbiamo osservato ha sfidato le nostre attuali conoscenze sulla morte stellare", ha rilevato Margutti. Il raro evento infatti aiuterà a comprendere i meccanismi in gioco durante la morte di una stella massiva e nei primi istanti della nascita di un buco nero o di una stella di neutroni.

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