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La scienza risponde ai quesiti bizzarri

Le spiegazioni di Munroe, dai neutrini letali al ponte di Lego

'Che cosa accadrebbe se. Risposte scientifiche a domande ipotetiche assurde' (Bompiani, 301 pp., 21 euro. Traduzione di Salvatore Serù)

Redazione Ansa

Vi siete mai chiesti che cosa succederebbe a farsi una nuotata in una piscina di combustibile nucleare spento? O se una pioggia torrenziale facesse cadere tutta l'acqua in una sola goccia gigante? O, ancora, se sia possibile costruire uno zaino jet utilizzando delle mitragliatrici che sparino verso il basso? Per quanto strano possa sembrare, non solo c'è chi queste domande se le è fatte, ma anche chi ha provato a dare una risposta. Randall Munroe, 31 anni, è un fisico con un passato da costruttore di robot per la Nasa e un presente da disegnatore di fumetti cult (e nemmeno fumetti troppo complicati: omini stilizzati con un cerchio al posto della testa e quattro stecchini al posto degli arti, per intenderci) e risolutore dei bizzarri quesiti inviati dai lettori sul suo blog. Ora ne ha raccolti alcuni - quesiti e fumetti - nel libro 'What if', uscito in Italia per Bompiani con il titolo 'Che cosa accadrebbe se (What if?) Risposte scientifiche a domande ipotetiche assurde' (Bompiani, 301 pp., 21 euro. Traduzione di Salvatore Serù). 

Il risultato è un best seller tradotto in trenta paesi e consigliato perfino da Bill Gates nella sua lista di letture per l'estate. Per Munroe, apparentemente, non c'è quasi domanda troppo assurda o oziosa per non meritare risposta: "Si dice che non ci siano domande stupide - scrive nella prefazione -. Ovviamente non è vero. Ma accade che cercare di rispondere esaustivamente a una domanda stupida ti possa portare in posti interessanti". Rispondere esaustivamente, com'è facile immaginare, non è affatto semplice, anche perché gli ordini di grandezza con cui l'autore si confronta sono spesso enormi.

Provate a immaginare, per dire, quanti mattoncini di Lego servirebbero per costruire un ponte in grado di trasportare traffico da Londra a New York, o quanta capacità computazionale avrebbe la popolazione terrestre se si mettesse tutta insieme a fare calcoli. Lo scienziato, però, non si dà per vinto. Per trovare le soluzioni, oltre ad attingere alle sue conoscenza, scartabella progetti militari declassificati, ricerche e statistiche mondiali, interpella chimici, astrofisici e virologi, conduce di persona ogni sorta di buffo esperimento.

Poi riassume il tutto con rigore scientifico ma in una lingua comprensibile anche ai profani e lo condisce con un umorismo delizioso. Un'avvertenza: per quanto la curiosità sia la molla di tante conquiste della storia della scienza, mettere in pratica la maggior parte delle ipotesi del libro, quando non impossibile logisticamente, sarebbe catastrofico per l'umanità, l'ecosistema o entrambi, sicchè è una fortuna che nessuno ci abbia mai provato. E anche quando l'esperimento è in via teorica fattibile, non è affatto detto che sia consigliabile attaccare dell'esplosivo a un boomerang o chiudere un phon acceso in una scatola a tenuta stagna. Accontentatevi delle spiegazioni di Munroe e non combinate pasticci nel salotto di casa; o meglio, come direbbero gli americani, 'don't try this at home'

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