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L'Italia sta perdendo il treno della fusione nucleare

Ne è convinto Bruno Coppi del Mit, responsabile di Ignitor

Redazione Ansa

L'Italia sta perdendo il treno vincente per l'energia del futuro, la fusione nucleare: secondo il fisico italo-americano Bruno Coppi, dell'Istituto di Tecnologia del Massachusetts (Mit), ospite all'Accademia Nazionale dei Licei per ricevere il premio Feltrinelli, non si stanno garantendo i finanziamenti accordati al promettente progetto internazionale Ignitor, sviluppato col fondamentale contributo di ricercatori italiani.

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La fusione nucleare è da decenni al centro dell'attenzione della ricerca scientifica perché potrebbe essere la soluzione a gran parte dei problemi energetici mondiali. Riprodurre in una centrale i meccanismi che avvengono all'interno delle stelle potrebbe infatti garantire energia pulita usando semplicemente atomi di idrogeno, l'elemento più abbondante dell'universo. Risultati promettenti sono arrivati in questi anni dal progetto Alcator, guidato da Coppi all'interno del Mit e a cui hanno collaborato molti ricercatori italiani, che promette (con la costruzione in Russia del reattore Ignitor) di arrivare a importanti risultati, superando il molto più costoso progetto Iter, dal costo di quasi 20 miliardi di euro.

"Con Alcator abbiamo avuto risultati molto più che promettenti - ha detto Coppi - mentre Iter è un progetto che non arriverà mai alla fine". "Stiamo lavorando al progetto Ignitor - ha proseguito - che inizialmente doveva essere realizzato in Italia, a Caorse, ma alcuni gruppi di ricerca si sono opposti. Ora chiediamo di avere i finanziamenti accordati per svilupparlo in collaborazione con i russi ma i soldi sono semplicemente stati dati ad altri progetti e non abbiamo avuto risposte dal ministero". Secondo Coppi, l'Italia sta così di fatto regalando a Russia e Stati Uniti una tecnologia strategica. "In questo contesto - ha proseguito - mi stupisce vedermi premiato oggi. L'Accademia dei Lincei dimostra molto coraggio nell'aver fatto questa scelta".

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