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Gli esperti: "A Suviana un problema alla turbina o al trasformatore"

'Nessuna criticità strutturale ma impiantistica"

I soccorritori alla centrale elettrica del lago di Suviana

Redazione Ansa

E' avvenuta in un momento delicatissimo, l'esplosione all'origine del drammatico incidente nella centrale idroelettrica di Suviana. Era infatti in corso la messa in esercizio della turbina, la fase che precede il collaudo vero e proprio. E' su questo momento delle operazioni di manutenzione straordinaria che al momento si concentrano le ipotesi degli esperti, basate su quanto si sa in generale sulla costruzione e il funzionamento delle centrali idroelettriche. Le operazioni di manutenzione sono al momento l'unico elemento di novità rispetto all'attività ordinaria della più importante centrale idroelettrica dell'Emilia Romagna.

"L'intervento di manutenzione straordinaria sulla turbina potrebbe far pensare che il problema possa riguardare questo tipo di impianto", osserva Aldo Fiori, professore ordinario di Costruzioni idrauliche, marittime e idrologia dell'Università Roma Tre. Alla turbina "potrebbero far pensare anche le venute d'acqua importanti", aggiunge l'esperto riferendosi al fatto che il livello dell'acqua ha continuato a salire a lungo nel pomeriggio del 10 aprile. "Di sicuro non è stato un problema strutturale: in tutti i casi in cui ci sono stati cedimenti strutturali o tracimazioni sono avvenuti disastri immani, come nel Vajont o nella Val di Stava. In questo caso - ha proseguito Fiori - la situazione è completamente diversa: si tratta di un problema impiantistico, probabilmente legato all'intervento di manutenzione straordinaria".

Un intervento non banale né semplice, considerando che cambiare una turbina significa "lavorare su un grande macchinario" e con "pressioni dell'acqua notevoli". Si concentra più sull'esplosione Daniele Carnevale, professore associato di Ingegneria dell'automazione all'Università di Roma Tor Vergata. "Se chiaramente il comburente è l'ossigeno, il combustibile - ha detto - potrebbe essere stato prodotto dall'evaporazione degli olii minerali dei trasformatori elettrici", che hanno la funzione di isolante. In particolare il passaggio dall'energia meccanica a quella elettrica potrebbe avere provocato una variazione di temperatura negli olii minerali che si trovano all'interno dei trasformatori: "in questo modo potrebbe essersi creata una miscela di gas esplosiva".

Un incidente simile, ha osservato l'esperto, era avvenuto il 17 agosto 2009 alla centrale di Sayano-Shushenskaya, la più grande centrale idroelettrica della Federazione Russa, gestita dalla Rushydro, provocata dall'esplosione di un trasformatore Ma la combustione, prosegue Carnevale, potrebbe riguardare anche le turbine: "la miscela di gas potrebbe essere stata indotta dagli olii lubrificanti dei cuscinetti nelle turbine sversati sulle parti calde dei macchinari".

L'esperto osserva però che, poiché "tutti gli impianti di questo tipo hanno sistemi di rilevamento dei gas, è strano che nella centrale di Suviana l'allarme non sia stato lanciato da un sistema Scada", ossia da un sistema di acquisizione e controllo della diagnostica dell'impianto.

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