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AI, Doria 'sfruttare la genetica per la medicina personalizzata'

Serve un sistema che integri i dati che arrivano da varie fonti

Redazione Ansa

(ANSA) - PADOVA, 22 MAR - C'è bisogno di un sistema "che integri le informazioni della genetica con quelle che provengono da altri dati, come quelli clinici, ambientali o di malattie pregresse, per poter sviluppare un profilo coerente e completo della persona, per vedere quali sono rischi e benefici e come si può intervenire in maniera ottimale". Lo ha detto Alessandro Doria, professore di medicina alla Harvard Medical School e ricercatore senior e capo della sezione di genetica ed epidemiologia del Joslin Diabetes Center di Boston.
    Il suo intervento ha aperto oggi la terza giornata del World Health Forum Veneto alla Sala Mantegna di Padova Congress.
    "Durante gli ultimi 15 anni abbiamo visto un grande sviluppo della conoscenza per quanto riguarda le malattie multifattoriali come diabete, obesità, asma e ipertensione - ha affermato Doria, veneziano, laureato all'Università di Padova -. Informazioni, queste, che possono essere valutate sulla persona, considerando sia il rischio genetico che quello ambientale. Questo può servire per decidere se e quali terapie di prevenzione attuare".
    I cosiddetti Big Data ora sono moltissimi ed è quindi necessario poterli analizzare in maniera consona e veloce, "e questo è possibile solo grazie all'uso dell'intelligenza artificiale. Anche perché non è assolutamente fattibile per un medico analizzare milioni e milioni di varianti genetiche".
    Doria ha poi voluto fare un raffronto tra il sistema sanitario italiano e quello statunitense, e sulle applicazioni dell'IA già in atto: "L'Italia non è indietro nella ricerca - ha spiegato Doria -. C'è però da sottolineare che negli Usa ne viene fatta molta di più in questo campo. Ma non si è ancora arrivati all'attuazione pratica di questo nuovo programma con l'AI e la genetica". (ANSA).
   

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