Salute denti e gengive

Idra: il profilo di rischio del paziente con impianti

A cura di Elena Andolfi, Membro della Commissione dedicata ANSA SIdP

Idra: il profilo di rischio del paziente con impianti

Redazione Ansa

L’implantologia è una branca dell’odontoiatria che permette la sostituzione di un dente naturale con uno artificiale. Gli impianti dentali, dispositivi protesici fissi, vanno a riempire lo spazio lasciato libero da uno o più denti mancanti o estratti. In Italia, si stima che circa 15 milioni di italiani abbiano almeno un impianto dentale. Per valutare la salute o la malattia degli impianti, il dentista fa la cosiddetta diagnosi intercettiva, ovvero il sondaggio e l’esame radiografico.

Il sondaggio (processo di misurazione delle tasche gengivali, ovvero lo spazio tra un dente/un impianto e il tessuto gengivale che lo circonda. Per farlo si utilizza uno strumento noto come sonda parodontale che viene inserita con molta attenzione in questa cavità) che viene effettuato ad ogni appuntamento, serve a valutare la salute delle gengive intorno agli impianti. Le radiografie, che servono per valutare l’aspetto dell’osso intorno agli impianti, oltre al momento zero (baseline) cioè quando il dentista ha inserito l’impianto e quando ha caricato la corona protesica sull’impianto, vanno effettuate solo in caso di sospetti di malattia. Dalla fase diagnostica, il dentista o l’igienista dentale rileverà dei parametri di riferimento per valutare la salute o la malattia degli impianti. L’impianto può presentare: salute (la gengiva e l’osso intorno all’impianto sono sani), mucosite peri-implantare (infiammazione superficiale delle gengive intorno agli impianti: quando c’è placca dentale, pus, sanguinamento e tasca gengivale), peri-implantite (infiammazione profonda dei tessuti intorno agli impianti: quando alle caratteristiche della mucosite si aggiunge anche un problema a carico dell’osso).

Visto che l’eziologia e la patogenesi delle malattie peri-implantari hanno ricevuto sempre più attenzione, i gruppi di studio dell’università dell’Australia e della Svizzera nel 2020 hanno sviluppato, sulla scia delle rappresentazioni grafiche dei profili di rischio per la malattia parodontale, uno strumento di valutazione del rischio per la previsione dello sviluppo delle malattie peri-implantari. L’Implant Disease Risk Assessment (IDRA: il profilo di rischio del paziente con impianti) (Heitz-Mayfield LJA, Heitz F, Lang NP. Implant Disease Risk Assessment IDRA-a tool for preventing peri-implant disease. Clin Oral Implants Res. 2020;31(4):397-403.) viene utilizzato con lo scopo di ridurre al minimo la possibilità di sviluppare malattia alle gengive e all’osso intorno agli impianti. Analizzando i fattori chiave associati allo sviluppo delle malattie peri-implantari documentati in letteratura, il clinico può affrontare tali fattori per migliorare i risultati della terapia intorno agli impianti.

L’IDRA prende in analisi otto indicatori di rischio che possono contribuire allo sviluppo delle malattie peri-implantari: la namnesi di parodontite, la percentuale di sanguinamento al sondaggio, la percentuale di siti implantari e dentali con presenza di sanguinamento al sondaggio, il numero di tasche gengivali con profondità ≥ 5 mm su impianti e denti, la perdita ossea parodontale in relazione all'età del paziente, la suscettibilità parodontale cioè la predisposizione del paziente alla parodontite, le caratteristiche della terapia parodontale di supporto (frequenza dei richiami di terapia parodontale/peri-implantare di mantenimento), la distanza dal margine protesico della protesi implantare alla cresta ossea marginale (valore misurabile con una radiografia) ed infine la Valutazione dei fattori correlati alla protesi supportata da impianti. La rappresentazione grafica di IDRA è quella di un ottagono, dove ogni vettore è rappresentato da ogni singolo indicatore di rischio: maggiore è l’area che le caratteristiche del paziente occupano all’interno di questo ottagono, peggiore è il profilo di rischio del paziente stesso, che quindi avrà una maggiore necessità di terapie specifiche nonché di essere tenuto sotto controllo dal dentista e dall’igienista dentale. Quindi, se un paziente è stato riabilitato con impianti dentali, è necessario che si rechi periodicamente (almeno ogni 4 mesi) dal dentista e dall’igienista dentale perché il controllo di tali fattori potrebbe minimizzare la possibilità di sviluppo di complicanze biologiche intorno agli impianti, quindi la perdita degli impianti stessi.

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