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Allattamento al seno, 4 buoni motivi per continuare in estate

Difende dalle infezioni intestinali, più frequenti con il caldo

Redazione Ansa

E' pratico, economico, idrata e difende, soprattutto in estate, dal rischio di infezioni. Il latte materno è un prezioso regalo della madre al figlio, ma sono pochi i bimbi che ricevono un'allattamento esclusivo al seno. La Società Italiana di Pediatria spiega le 4 ragioni per cui è importante continuare anche in estate. L'Organizzazione mondiale della Sanità e l'Unicef raccomandano di allattare in modo esclusivo fino ai 6 mesi di età e di prolungare l'allattamento fino ai 2 anni. In Italia però meno di un bambino su due all'età di 2-3 mesi viene allattato in maniera esclusiva e solo 3 su 10 a 4-5 mesi continuano a essere allattati in maniera esclusiva al seno.

Tanti i motivi per cui non smettere in estate: il bambino allattato, anche se fa molto caldo, è idratato e non ha bisogno di assumere acqua; allattare è pratico in vacanza, perché non richiede organizzazione, solo un posto in cui mettersi tranquilli; inoltre è sicuro, perché non necessita supporti come biberon da sterilizzare che, soprattutto con il caldo, possono essere veicolo di germi responsabili di infezioni intestinali.

Infine, il latte materno non costa nulla ed "è uno dei principali determinanti della salute per l'intera vita", spiega la presidente Sip Annamaria Staiano. Uno tra i più frequenti ostacoli che spingono le mamme ad abbandonare l'allattamento è la 'crisi di lattazione': all'improvviso un bambino che succhiava in maniera regolare, cambia registro e la mamma può pensare di non avere latte a sufficienza. "Se non piange e le urine sono trasparenti vuol dire che si alimenta adeguatamente. Queste crisi nella maggior parte dei casi si risolvono in tempi brevi, quindi il consiglio è di tener duro", dichiara Riccardo Davanzo, responsabile del Tavolo Tecnico Allattamento al Seno del ministero della Salute.

Un altro motivo per cui spesso si smette di allattare è la paura che il bambino non cresca, ma è importante che i genitori comprendano che il ritmo di accrescimento non è sempre quello dei primi due mesi. Il terzo ostacolo è costituito, spesso, dal ritorno al lavoro o da motivi di salute e, in questo caso, il pediatra deve informare su come continuare a spremere latte e conservarlo. A questo scopo la Sip ha realizzato un poster su modalità e tempi corretti di conservazione per evitare sprechi e rischi: il latte materno può stare fino a 4 ore a temperatura ambiente; può esser messo in frigo o freezer ma prima dell'uso va scaldato a bagnomaria o con uno scalda-biberon (non al microonde); se scongelato, non va ricongelato.

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