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Meno di un nuovo farmaco su due è migliore di quelli in uso

Redazione Ansa

(ANSA) - ROMA, 06 LUG - Meno della metà dei nuovi farmaci approvati dalle agenzie regolatorie aggiunge un valore terapeutico sostanziale rispetto ai trattamenti esistenti: lo rivela un lavoro dell'Università di Zurigo pubblicato sul British Medical Journal. I pazienti hanno bisogno di trattamenti migliori, non solo di altri uguali a quelli già in uso, sostiene l'autore del lavoro Kerstin Vokinger. I nuovi farmaci sono spesso utilizzati non solo come prima indicazione per una malattia, ma anche per altre malattie (indicazioni supplementari). Ma lo studio rileva che meno della metà delle prime indicazioni approvate per i nuovi farmaci in USA e Europa tra 2011 e 2020 aggiungono un valore terapeutico sostanziale rispetto ai trattamenti esistenti e solo un terzo circa delle approvazioni supplementari. I ricercatori hanno esaminato tutti i nuovi farmaci approvati con più di un'indicazione negli Stati Uniti e in Europa tra il 2011 e il 2020 e valutato il valore terapeutico delle indicazioni supplementari rispetto alle prime indicazioni.
    Hanno utilizzato i dati pubblicamente disponibili per identificare 124 prime indicazioni e 335 indicazioni supplementari approvate dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense e 88 prime indicazioni e 215 indicazioni supplementari approvate dall'Agenzia europea per i medicinali (EMA) tra gennaio 2011 e dicembre 2020. Negli Stati Uniti, il 48% dei farmaci aveva una sola indicazione supplementare, il 20% ne aveva due, il 14% ne aveva tre e il 18% ne aveva quattro o più. In Europa, il 48% dei farmaci aveva un'indicazione supplementare, il 23% due, il 13% tre e il 17% quattro o più. La maggior parte (58%) delle indicazioni approvate dalla FDA e dall'EMA riguardava farmaci antitumorali. Le valutazioni terapeutiche degli organismi di valutazione delle tecnologie sanitarie (Health Technology Assessment - HTA) francesi e tedeschi erano disponibili per 107 (86%) prime indicazioni e 179 (53%) indicazioni supplementari negli Stati Uniti e per 87 (99%) prime indicazioni e 184 (86%) indicazioni supplementari in Europa. Tra le indicazioni approvate dalla FDA con valutazioni disponibili, il 41% (meno della metà, 44 su 107) aveva valutazioni di alto valore terapeutico per le prime indicazioni, e il 34% (61 su 179) per quelle supplementari. In Europa, il 47% (41 su 87) delle prime indicazioni e il 36% (67 su 184) delle supplementari avevano valutazioni di alto valore terapeutico.
    (ANSA).
   

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