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Frena il mercato europeo dell'auto, -2,8% a marzo

Positivo il trimestre (+4,9%), Stellantis nel mese -8,7%

Redazione Ansa

Battuta d'arresto a marzo per il mercato delle auto in Europa Occidentale (Ue+Efta+Regno Unito).
    Le immatricolazioni nel mese - secondo i dati dell'Acea, l'associazione dei costruttori europei - sono state 1.383.410, in calo del 2,8% rispetto a marzo 2023. Nei primi tre mesi dell'anno sono state vendute in tutto 3.395.049 auto, il 4,9% in più dello stesso periodo dell'anno scorso.
    La quota delle auto elettriche a marzo è scesa dal 13,9% al 13%, mentre quella delle ibride è salito dal 24,4% al 29%.
    Benzina e diesel hanno conquistato meno della metà del mercato (47,8%, contro il 51,8% di marzo 2023).
    Stellantis ha immatricolato a marzo 228.740 auto, l'8,7% in meno dello stesso mese del 2023. La quota di mercato è in calo dal 17,6% al 16,5%. Nel trimestre le immatricolazioni del gruppo sono state 598.167, il 4,2% in più dello stesso periodo dell'anno scorso con la quota di mercato praticamente invariata al 17,6% (era 17,7%). 

 Sono ancora lontani i livelli ante crisi per il mercato europeo dell'auto. Lo sottolinea il Centro Studi Promotor che mette in evidenza il calo del -21,9% a marzo e del 18,1% nel primo trimestre rispetto al 2019. "La ripresa del mercato delle auto nell'area iniziata in agosto 2022, dopo un primo calo nel dicembre scorso (-3,8%) e un recupero in gennaio e febbraio di quest'anno - spiega - si è quindi interrotta nel mese scorso. Le cause della frenata di marzo, che tra l'altro ha interessato quattro dei cinque maggiori mercati europei e cioè quello tedesco (-6,2%), quello spagnolo (-4,7%), quello italiano (-3,7%) e quello francese (-1,5%), vengono indicate dai principali commentatori europei nella debolezza della domanda dei privati, che appaiono fortemente penalizzati dagli aumenti di prezzi degli ultimi anni, ma anche nella frenata nelle immatricolazioni di autovetture elettriche".
A marzo 2024 - prosegue il Csp - le immatricolazioni di auto elettriche nell'area sono state infatti 196.411 contro le 220.778 di marzo 2023, con un calo dell'11% dovuto anche a contrazioni significative in Germania (-28,9%) e in Italia (-34,4%). Il mercato dell'auto elettrica (Bev) appare sempre più fortemente condizionato dalla presenza e dall'entità di incentivi all'acquisto, anche se incominciano a manifestarsi perplessità a livello del pubblico sulla opportunità delle scelte politiche dell'Unione Europea e del Regno Unito sulla transizione energetica nel settore della mobilità e ciò anche perché nel resto del mondo si prevedono incentivi all'auto elettrica, ma al momento non si prevede la messa al bando dei motori a combustione interna.
Per quanto riguarda in particolare l'Italia, Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, sostiene che "sulla domanda sta influendo certamente l'attesa dei nuovi incentivi ripetutamente annunciati dal Governo, ma non ancora operativi. E in ogni caso forti perplessità stanno emergendo sulla tenuta delle quotazioni delle auto elettriche usate, che non beneficiano (o non beneficiano ancora) di incentivi. A ciò si aggiunge il fatto che l'auto elettrica "per il suo costo elevato, senza incentivi generosi al momento non è alla portata della maggioranza degli italiani".

"A marzo 2024 il mercato europeo dell'auto registra la prima flessione da inizio anno, seppure contenuta (-2,8%), complice la concomitanza con le Festività Pasquali che, in alcuni dei maggiori mercati, ha determinato un numero inferiore di giorni lavorativi nel mese, incidendo negativamente sulle vendite"- Lo mette in evidenza Roberto Vavassori, presidente dell'Anfia. Nel terzo mese dell'anno, tra i cinque i major market (incluso Uk) - spiega - solo il Regno Unito mantiene una variazione positiva (+10,4%), mentre registrano una flessione la Germania (-6,2%), la Spagna (-4,7%), l'Italia (-3,7%) e la Francia (-1,5%). A marzo, la quota di penetrazione delle vetture elettriche pure (Bev), pari al 14,2%, supera nuovamente la quota delle vetture diesel (10,1%), come nel mese precedente. In Italia, invece, l'immatricolato diesel pesa per il 15,1% delle vendite nel mese, contro l'appena 3,3% delle Bev (al 2,1% a gennaio 2024 e al 3,4% a febbraio). A questo proposito, essendo stato finalmente pubblicato il decreto attuativo relativo al nuovo piano di incentivi all'acquisto di auto green (ecobonus), speriamo che la misura possa diventare al più presto operativa così da indirizzare gradualmente i consumatori verso i veicoli a basse emissioni locali. Sul fronte della transizione ecologica a livello UE, resta importante sensibilizzare i politici in corsa per le elezioni europee di giugno sulla necessità di un approccio fondato sulla neutralità tecnologica, che comprenda tutti i vettori energetici decarbonizzati, quali energia elettrica rinnovabile, e-fuels e biocarburanti".
"Considerata la paralisi che si è generata sul mercato delle auto Bev e Phev, l'Unrae ribadisce l'urgenza della pubblicazione del dpcm in Gazzetta Ufficiale, che a causa di ulteriori passaggi burocratici potrebbe slittare a maggio". Così il direttore generale dell'Unrae Andrea Cardinali dopo la divulgazione dei dati del mercato dell'auto che a marzo in Europa ha segnato -2,8%.
"In tema di incentivi - prosegue Cardinali - riteniamo indispensabile per lo sviluppo della mobilità a zero emissioni che il tetto di prezzo per le auto 0-20 g/Km venga eliminato o quantomeno equiparato a quello della fascia 21-60 g/Km.
Attualmente, infatti, sono esclusi gran parte dei modelli disponibili sul mercato, tra i quali la maggioranza di quelli che possono usufruire di ricarica super-veloce, e sono penalizzate le aziende, che tendono ad acquistare vetture di segmento superiore. Inoltre - dice ancora il dg di Unrae - per favorire la transizione, ribadiamo la necessità di intervenire sul regime fiscale delle auto aziendali in uso promiscuo, che penalizza tutte le imprese Italiane nel confronto con gli altri Major Markets europei. Auspichiamo - conclude Cardinali - che tale revisione venga realizzata attraverso i decreti attuativi della delega fiscale, al fine di rilanciare la competitività delle nostre imprese e valorizzare il contributo che le stesse, con il veloce ricambio dei veicoli aziendali, possono fornire per accelerare il rinnovo del parco circolante".

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