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Con dialogo moto-auto incidenti in sella ridotti di un terzo

Sistema Bosch segnala la presenza di moto anche se non visibile

Redazione Ansa

ROMA - La connettività, permettendo il 'dialogo' tra moto e automobile, potrebbe evitare quasi un terzo degli incidenti in moto. Lo sottolinea un studio di Bosch, il colosso globale della componentistica e dei servizi, che ha messo a punto, assieme a Autotalks, Cohda Wireless e Ducati, una soluzione intelligente per il grave problema degli incidenti che vedono coinvolti su strada i mezzi a due ruote. I motociclisti sono 18 volte più a rischio di rimanere uccisi in un incidente rispetto agli automobilisti. L'anno scorso, soltanto in Germania, sono stati circa 30.000 gli incidenti che hanno visto coinvolti mezzi a due ruote, di cui circa 600 fatali. E uno dei motivi principali è che i motociclisti restano spesso inosservati - quasi invisibili - nel traffico stradale, agli incroci come nella normale circolazione da parte degli altri utenti. Il sistema realizzato da Bosch prevede invece che tutti i veicoli entro un certo raggio (ad esempio diverse centinaia di metri) si scambino fino a dieci volte al secondo informazioni digitali riguardanti il tipo di mezzo, la velocità, la posizione e la direzione di marcia, molto prima che i guidatori delle auto e dei camion si avvedano della presenza di una moto. Questa tecnologia li informa che se ne sta avvicinando una, consentendo di adottare una strategia di guida più attenta, ad esempio quando la moto arriva da dietro e rimane nascosta nel punto cieco dello specchietto o cambia molto rapidamente corsie per passare. Non appena il sistema identifica una situazione potenzialmente pericolosa, parte un avviso per il motociclista e per il guidatore dei veicoli interessati facendo suonare un allarme e facendo lampeggiare una spia di avvertimento sul cruscotto. Come base per lo scambio di dati tra moto e automobili il sistema Bosch utilizza lo standard WLAN pubblico (ITS G5) con tempi di trasmissione di pochi millisecondi tra mittente e destinatario. Il protocollo prevede che anche i veicoli parcheggiati possano trasmettere dati a qualsiasi mezzo che si trovi nelle vicinanze, alimentando il 'Cloud' con una grande quantità di dati.

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