Rubriche

Urso, incentivi per la produzione italiana di auto

E sulla transizione in Ue 'non daremo tregua, serve pragmatismo'

Redazione Ansa

(ANSA) - ROMA, 23 FEB - Nel confronto avviato con Stellantis e con la filiera dell'automotive il ministro Adolfo Urso valuta anche la possibilità di incentivi alla produzione nazionale di auto. Intanto garantisce che sulle sfide della transizione ambientale per il settore, e sui rischi legati all'impatto su imprese e occupazione in Italia, "non daremo tregua", "dobbiamo imporre una visione pragmatica alla Commissione".
    Sul fronte degli incentivi nel settore, dice il ministro, oltre al tema degli incentivi all'acquisto di auto elettriche "rimasti inutilizzati", perché con i costi ancora troppi alti "se le possono permettere in pochi", "c'è anche il fatto di tutelare la nostra produzione". Intervenendo alla presentazione di un rapporto di Federmanager e Aiee sull'impatto per piano di transizione europeo per l'automotive, Adolfo Urso sottolinea "un dato di fatto" emerso dal confronto avviato con Stellantis e con le imprese di tutta la filiera dell'auto: "La maggiorparte degli incentivi sono andati a macchine Stellantis ma soprattutto a macchine Stellantis realizzate all'estero", dice il ministro per le Imprese e per il Made in Italy. E aggiunge: si sta valutando "come, da subito, realizzare degli incentivi che, di fatto, in qualche misura, incentivino la produzione nazionale di autovetture".
    Quanto ai rischi legati al piano Ue, il rapporto di Federmanager e Aiee (l'associazione degli economisti dell'energia) stima un "crollo degli investimenti per il passaggio all'elettrico: -25% in 10 anni" con "solo nella componentistica 500 imprese a rischio chiusura e 60.000 posti di lavoro in meno". L'Italia è "il Paese più penalizzato tra le nazioni europee produttrici di componenti in termini di riduzione di posti di lavoro", è "il Paese "che rischia di più".
    Il ministro rileva che "per la prima volta nel Parlamento europeo si manifesta una forte e sempre più significativa opposizione alla politica ideologica della Commissione", al voto non c'è stata "quella maggioranza bulgara come accadeva negli anni precedenti". E dice: "Su due dossier, quello sull'euro 7 e quello sulla Co2, cioè sui veicoli pesanti, non daremo tregua.
    C'è sempre più consapevolezza che su questi due dossier dobbiamo imporre una visione pragmatica a questa Commissione", a fare cambiamenti sarà "la prossima Commissione, perché nel 2024 si vota e questa sempre più larga opposizione ad una visione ideologica probabilmente diventerà maggioranza". Sono temi che, se non ora, alla verifica prevista nel 2026 potranno essere affrontati "in un contesto politico-istituzionale ben diverso da quello attuale". (ANSA).
   

Leggi l'articolo completo su ANSA.it