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La rivincita dei paesini, così l'estate 2020 fa fiorire i piccoli borghi

Sold out da Abruzzo a Fvg ,"dopo lockdown si cerca la natura"

Redazione Ansa

Aria buona, sport e relax. In questa strana estate, arrivata dopo mesi di ansie e lockdown, sono tanti gli italiani che hanno optato per vacanze diverse dal solito, in montagna, nel verde e alla riscoperta dei piccoli borghi. Dall'Abruzzo alla Basilicata fino al Friuli Venezia Giulia, i paesi più piccoli stanno registrando un vero e proprio pienone. E la presidente dell'associazione Borghi Autentici d'Italia, Rosanna Mazzia, conferma all'ANSA il trend nazionale: "Nei borghi ci sono certamente maggiori presenze rispetto agli scorsi anni. Gli italiani, che non sono andati all'estero e sono fuggiti dalle grandi città, si sono riversati qui, alla ricerca di benessere e natura".
    A Villetta Barrea, nel cuore del parco nazionale d'Abruzzo, la sindaca Giuseppina Colantoni è quasi incredula: "Da diverse settimane siamo presi d'assalto. L'anomalia, sicuramente dovuta al Covid, è che il solito pienone delle due settimane centrali di agosto è iniziato con largo anticipo. Gli abitanti di Villetta Barrea sono 600, in questo momento in paese ci saranno 3.500/4.000 persone". Attorno al lago di Barrea la convivenza stretta con la natura si misura nella possibilità, non rara, di "imbattersi" in daini, cervi, o addirittura orsi o lupi. Tra le attività più praticate, oltre alle camminate in montagna, ci sono le passeggiate a cavallo nella Camosciara (non prima di essersi disinfettati le mani e indossato una protezione sotto il casco).
    Situazione simile a Civitella Alfedena, borghetto di appena 280 anime, stracolmo di gente soprattutto nel weekend. "Mai vista tanta gente", dicono gli abitanti. "Sicuramente molte persone che prima andavano all'estero quest'anno sono venuta qui - ipotizza una commerciante del posto - E noi siamo contenti".
    Sì, perché a questi piccoli centri, che come tutti gli altri Comuni italiani hanno sofferto la crisi del Covid, gli introiti del turismo fanno comodo, eccome. "Ci ritroviamo con quantità mai viste di turisti, che sono qui per la prima volta e che vogliono tornare. È sicuramente una boccata d'ossigeno per le nostre attività economiche che registrano positivamente questo trend", afferma la sindaca Colantoni.
    Settecento chilometri più a nord c'è Sauris, il Comune più alto del Friuli Venezia Giulia, isola linguistica germanofona, dove si sta facendo strada un turismo "esperienziale": i viaggiatori si immergono nella realtà del posto insieme a chi vi abita partecipando alle attività più tradizionali. Come raccogliere le erbe officinali, accompagnati dai produttori e fare le tisane. Anche qui, "l'albergo diffuso è tutto prenotato fino a metà settembre", fa sapere Fabiana Gorassini, la responsabile dell'ufficio turistico. Il 14 agosto all'ora di pranzo era talmente impegnata con il pubblico da non riuscire nemmeno a pranzare lontana dal telefono. "Siamo intasati.    Abbiamo 500-600 posti letto impegnati e 100 stalli di camper - spiega -. Di certo più del solito. La gente quest'estate è alla ricerca di benessere psicofisico, lo si percepisce chiaramente, e viene in luoghi come questo dove il distanziamento è naturale.    Si dedicano a passeggiate, canoa, e ultimamente anche yoga".
    A Pietrapertosa, in Basilicata, a sbancare è stato "il volo dell'angelo", il percorso sospesi a una fune tra le dolomiti lucane per chi vuole provare il brivido delle altezze: "Rispetto all'anno di massima presenza - il 2017 - le prenotazioni di luglio sono state maggiori di gran lunga e quelle di agosto sono già il 25% in più rispetto a tre anni fa. Numeri impressionanti che non ci aspettavamo, anche perché mancano i turisti stranieri", riferisce il sindaco Nicola Valluzzi. Per accogliere tutti il campo sportivo del paese è diventato un parcheggio ed è stato creato un servizio di navette per gestire i passeggeri delle "400-500 macchine che ogni giorno arrivano al paese".

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