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Più Stem per tutte, a Milano maratona contro gender gap scientifico

54% universitari è donna, ma solo 33% segue corsi scientifici

Redazione Ansa

 Non sarà più tempo di Barbie fiori di pesco, con le sue balze di tulle che facevano sognare le bimbe anni '80, ma la Barbie di oggi, anche se fa l'ingegnere informatico, ha comunque bisogno dell'aiuto di colleghi maschi per cavarsela con la tecnologia. D'altronde, a chi rivolgersi se non a un uomo, quando in tv le esperte sono solo il 18%? Nascono così quei pregiudizi che allontanano le giovani donne da studi e professioni scientifiche. Stereotipi che si abbattono anche con iniziative come #STEMintheCity , un mese di incontri, eventi e momenti di formazione e dibattito per le scuole, voluto dal Comune di Milano per spingere la diffusione delle discipline tecnico-scientifiche e delle nuove tecnologie tra i giovani.
    L'obiettivo dichiarato è abbattere gli stereotipi di genere che allontanano bambine e ragazze dai percorsi tecnico-scientifici, creando le condizioni per avvicinare le giovani alle "carriere STEM" (Science, Technology, Engineering, Math). "Oggi non esistono più lavori da maschi e lavori da femmine" dice convinta l'assessore Roberta Cocco, inaugurando la maratona formativa, questa mattina alla Scala. Eppure, il divario c'è, e forte: "In Lombardia più della metà degli iscritti in università è donna (54%). Invece, tra gli iscritti ai corsi di laurea STEM hard - cita Diana Bracco, presidente di Fondazione Bracco - solo uno studente su 3 è donna (33%)". Non fa bene alle donne, non fa bene a nessuno perché "secondo uno studio dell'European Institute for Gender Equality, colmare il divario di genere nell'istruzione STEM favorirebbe un aumento dell'occupazione nell'UE da 850mila a 1,2 milioni entro il 2050 e contribuirebbe a un aumento del PIL pro capite compreso tra 2,2% e il 3%".

Certo che, a furia di sentirsi ripetere che le donne non sono portate per la scienza o l'economia e di vedere sui principali tg solo uomini chiamati come esperti, alle ragazze passa un po' la voglia di iscriversi a ingegneria. Per passare loro il messaggio che sì, si può essere donne e astronaute (presente Samantha Cristoforetti?), è nato il progetto "100 donne contro gli stereotipi" portato avanti insieme all'Osservatorio di Pavia e all'associazione di giornaliste GiULiA, con il sostegno della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea. #100esperte è una piattaforma online che raccoglie nomi e CV di scienziate e ricercatrici, e ora anche di economiste. "La 'gender equality' passa anche per un maggior numero di donne Stem" concorda Caroline Petit, deputy director dell'united nations regional information center, invitando le ragazze in sala ad essere le prime "agenti di cambiamento" e ad avere il coraggio di sfidare gli stereotipi. Potranno iniziare a farlo entro il 14 aprile, partecipando a un hackathon per le studentesse delle superiori, chiamate a sviluppare un'app che aiuti le ragazze milanesi a vivere meglio la città; a un incontro dedicati ai genitori e figlie con "role-model" come donne d'azienda e rappresentanti delle istituzioni; guardando un documentario come quello realizzato da Discovery Channel "Sogni in grande. Piccole storie di bambine coraggiose", o emozionandosi con il recital "La forza delle donne" con Roberto Vecchioni, Daria Colombo e Ilaria Biagini. 
   

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