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Harry e Meghan rinunciano allo status di reali ma la Regina frena

Divideranno loro tempo fra Regno e Nord America. Buckingham Palace, discussioni iniziali

Redazione Ansa

Caos a Buckingham Palace sulla decisione di Harry e Meghan di rinunciare allo status di "membri senior della Royal Family" per ritagliarsi un'autonomia anche finanziaria e dividere il loro tempo fra il Regno Unito, gli Usa e soprattutto il Canada. Una decisione su cui la corte aveva inizialmente messo il timbro, salvo poi fermare tutto con un secondo, clamoroso comunicato di smentita con il quale di fatto la regina ha dato per ora un secco altolà ai duchi di Sussex. Tutto era cominciato con un'indiscrezione del Sun di Rupert Murdoch, seguita in serata da una dichiarazione sottoscritta dagli stessi Harry e Meghan e diffusa attraverso il canale ufficialissimo del palazzo reale. Dichiarazione nella quale il secondogenito di Carlo e Diana e l'ex attrice di radici materne afroamericane divenuta sua consorte nel 2018 facevano sapere di essersi risolti, "dopo molti mesi di riflessione e discussioni interne, ad avviare quest'anno la transizione verso un nuovo ruolo dentro l'istituzione" monarchica: evocando "un passo indietro da membri 'senior' della Royal Family", l'intenzione di "lavorare per diventare finanziariamente indipendenti, sebbene continuando a sostenere pienamente Sua Maestà la Regina" e quella di dividersi d'ora in avanti "fra il Regno Unito e il Nord America" per consentire di far crescere il piccolo Archie "nel rispetto della tradizione reale in cui è nato, garantendo al contempo spazio alla nostra famiglia per concentrarsi su un nuovo capitolo: incluso il lancio di una nostra nuova entità caritativa" autonoma. Una svolta senza precedenti per la pubblicità del gesto e la strizzata d'occhio esplicita all'opinione pubblica contenuta nel testo. Ma evidentemente non concordata - e resta da capire come, visto il necessario nihil obstat di ogni comunicazione partorita dal palazzo - né con la 93enne sovrana, né con l'erede al trono Carlo. Tanto da suscitare la reazione "irritata" della regina, secondo quanto riferiscono fonti ufficiose citate dal Mail. E da giustificare il plateale contrordine: una seconda nota, firmata dalla vice responsabile della comunicazione reale, Hannah Howard, in cui si legge: "Le discussioni col Duca e la Duchessa di Sussex sono in una fase iniziale. Comprendiamo il loro desiderio di un approccio diverso, ma queste sono questioni complicate e richiedono tempo per essere elaborate". Come a dire che non solo non c'è alcun via libera, ma che la faccenda è per ora in alto mare. La sensazione resta comunque quella di una situazione di disagio e di conflitto all'interno di casa Windsor, che rischia di alimentare anche qualche dubbio sulla piena capacità di Sua Maestà, sulla soglia dei 94 anni e dopo oltre 66 di regno, di governare le bufere: come era già stato ventilato nei giorni dell'esplosione dello scandalo del coinvolgimento del principe Andrea nel caso Epstein, quando era dovuto intervenire Carlo - stando alle ricostruzioni di alcuni media - per allontanare d'autorità il fratello dai riflettori. Un disagio che d'altronde Harry e Meghan non sembrano avere alcuna intenzione di nascondere sotto il tappeto. In un crescendo di segnali d'impazienza già sfociato nei mesi scorsi nella battaglia legale avviata solitariamente dalla coppia contro l'intero schieramento dei tabloid populisti britannici, colpevoli agli occhi del duca di Sussex di aver preso di mira sua moglie - in quanto 'aliena' - non troppo diversamente da come a suo tempo avevano fatto con la madre Diana. E proseguito poi con la recente intervista televisiva in cui il principe cadetto aveva parlato di strade ormai diverse rispetto al primogenito William, duca di Cambridge e secondo in linea di successione alla corona assieme alla moglie Kate Middleton. Fino al clamoroso botta e risposta di stasera con Sua Maestà in persona: messo in scena in un clima di apparente confusione dallo staff di corte che chissà quali altri sorprese potrebbe riservare all'inquieto Regno avviato verso la Brexit.

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