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Ghali, i miei vestiti per Benetton in arabo

Un segnale di grande cambiamento, dice il rapper milanese

Redazione Ansa

C'è un assaggio del suo nuovo disco, che dovrebbe uscire nel 2022, nella capsule collection disegnata da Ghali per Benetton e presentata a Milano.
    Perché nel lavoro in preparazione ci saranno per la prima volta canzoni interamente in arabo e su giacche, pantaloni e felpe create per bambini e ragazzi Ghali ha voluto scrivere il suo nome in arabo. "Quando ero piccolo e venivo preso in giro - dice il rapper milanese - non avevo nessuno che mi dicesse che non ero sbagliato. Oggi quello che vorrei fare con la moda è ciò che ho fatto con i miei primi pezzi, che avevano il ritornello in arabo. Allora i ragazzi mi fermavano per dirmi che, grazie alla mia musica, i corridoi delle scuole erano cambiati e quelle sensazioni vorrei regalarle sempre". Ed ecco che quello che ha fatto con la sua musica, Ghali ora lo porta avanti con la moda, altra sua grande passione. "Ho bisogno di esprimermi in più modi, abbiamo voluto creare capi per la mia generazione e per le strade, non sono un designer, ma - spiega lui, tuta rosa con il logo Benetton rivisitato con le sue iniziali - ho idee chiare sui vestiti per me, per la mia crew e i fan e questa è una collezione genuina, fatta di vestiti da indossare ogni giorno: ho pensato a questo momento che non è 'celebrating' ma 'cozy' e ho creato capi che vanno bene per la scuola o per stare a casa a giocare alla Play, ma anche per fare un aperitivo se sarà possibile".
    E sono capi - circa 45 pezzi per 0-12 anni e adulti, con un secondo lancio entro fine anno - che piaceranno ai più giovani: tute con motivo logo all over, cappellini e felpe con il cappuccio con l'hijab come passepartout, varsity jacket con le tappe della sua carriera sotto forma di patch e scritte in arabo. "Io sono italiano di origini arabe e con il mio lavoro - racconta il rapper di 'Ninna nanna' e 'Cara Italia' - ho sempre cercato di mixare questi due mondi e di trovare il connubio perfetto". Come con la sua musica, che unisce generazioni diverse, con famiglie intere sotto il palco ai suoi concerti, e anche senza dirlo esplicitamente è un modello di integrazione.
    "Quando è esplosa la mia musica è cambiato un certo tipo di sguardo. - riflette il 28enne cresciuto nel quartiere di Baggio - E' da quando sono piccolo che sono stufo di sentire le parole tunisino o arabo come negativo, mia madre aveva addirittura paura che frequentassi i miei compaesani e questo portava solo a ghettizzarci, ma ora ho scoperto che quella è la mia unicità e non un errore, e che sapere che per gli altri sono diverso mi ha portato a fare grandi cose" compreso "creare vestiti per Benetton in arabo, un segnale di grande cambiamento". Un ruolo che forse Ghali non voleva, ma da cui non si tira indietro.
    "Odio sentirmi responsabile, ma - sottolinea - è un ruolo che non posso nascondere".
    Anche per questo il prossimo disco sarà all'insegna - anticipa - del "'back to the roots' perché "crescendo mi sono reso conto che ciò che mi ha fatto sempre sentire diverso è ciò che mi rende unico". Non a caso il nuovo ad di Benetton Massimo Renon, arrivato lo scorso aprile, vede il rapper come il brand ambassador perfetto per un marchio che, nel suo riposizionamento, vuole rimarcare quei valori di inclusività e multiculturalità portati avanti con celebri campagne pubblicitarie. Di affissioni stile Oliviero Toscani, però, Ghali - che stasera presenta la collezione a Milano - non sente il bisogno: "L'inclusività - conclude - la si pratica nei fatti". E sorride guardando i bambini di oggi: "Io a scuola ero solo, mentre oggi nelle classi sono 50 italiani e 50 di origine straniera, per questo i ragazzi non hanno bisogno di metabolizzare l'inclusione". (ANSA).
   

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