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Altaroma, innovazione tecnologica e artigianato 2.0

Temi talk fibre da agrumi, reggiseni su misura, piattaforme

Redazione Ansa

Dall'innovazione tecnologica può nascere l'artigiano 2.0, quello sostenibile e di qualità, che ad esempio trasforma gli scarti della spremuta d'arancia in fibre naturali, utilizzabili nel fashion e in altri settori. Ma una piattaforma digitale può aiutare anche il piccolo artigiano che non ha confidenza con computer e tecnologie ad esporre in una vetrina online i suoi migliori prodotti, per poi venderli in Italia e all'estero. Le nuove tecnologie si spingono anche oltre, fino a portare in scena il reggiseno su misura, quello perfetto per la propria silhouette, che sembra soddisfare molte donne italiane alle prese con reggiseni sbagliati nell'80% dei casi. E' questo il senso del tema di riflessione del talk sulla piattaforma digitale di Altaroma. Titolo del talk "Dall'artigiano all'artigiano 2.0 - qualità e innovazione come sinergia per il futuro". I protagonisti, intervistati dalla giornalista Chara Beghelli (Sole 24Ore), sono Marco Credendino, co-founder e ceo di Artemest; Martina Capriotti co-founder di Mirta; Roberto Ferrari founder Design Italy; Enrica Arena founder e ceo di Orange Fiber; Chiara Marconi co founder e ceo di Chitè; Chiara Salvioli founder Pommes de Claire. "Noi raccogliamo tutto ciò che rimane dopo una spremuta di agrumi - spiega Enrica Arena founder e ceo di Orange Fiber, una realtà nata in Sicilia - per poi trasformarla in una fibra che verrà utilizzata nel fashion. Nelle fiere abbiamo incontrato i rivenditori che ci hanno permesso di capire le esigenze del mercato e cosa dovevamo fare. La fibra dagli scarti degli agrumi è stata realizzata in collaborazione con il Politecnico di Milano. Nel nostro campo, che studia l'evoluzione e le possibilità di materiali alimentari è fondamentale l'aiuto della tecnologia e lo studio dei dati. Solo questo potrà assicurare un futuro all'artigianato 2.0. Il 2020 per noi è stato un anno d'incubazione in cui abbiamo avuto il tempo di raccogliere materiali per investire. Ora stiamo stringendo una collaborazione con un'importante azienda europea con cui lanceremo sul mercato nuovi materiali sostenibili. Noi vogliamo che il mondo cambi utilizzando gli scarti degli alimenti a livello industriale". "Infatti - osserva la moderatrice del talk - sul mercato ci sono già fibre ottenute dal cocco, dall'ananas, dai fichi d'India". Chiara Marconi è co-founder con Federica Tiranti, direttrice creativa, del marchio di lingerie Chitè, trasformato in "su misura" durante il periodo del lockdown. "Per noi il 2020 ha rappresentato una grande opportunità - rivela Chiara Marconi - perché le persone stavano a casa e rispondevano alle nostre newsletter. Abbiamo studiato il reggiseno che rappresenta il capo più tecnico della lingerie e abbiamo realizzato che l'80% delle donne usa il reggiseno sbagliato. Un reggiseno giusto ti cambia la vita. Da noi la cliente sceglie tutti gli elementi che compongono il reggiseno, spalline, chiusure, tessuto. Per noi innovazione non è solo e-commerce ma anche la possibilità di mettere in contatto diretto l'acquirente con chi produce". "Noi abbiamo cominciato con il design - racconta Marco Credendino, co-founder e ceo della piattaforma Artemest - e abbiamo notato che nel settore c'era una grande frammentazione. Abbiamo fatto visita ai distretti del settore e preso contatto con i buyers che hanno ricevuto tutto il materiale per entrare nella nostra piattaforma. Noi facciamo selezione di prodotti e non viceversa. E' nostro interesse veicolare il meglio dell'Italia nel mondo. Infatti il nostro fatturato per il 99% viene dall'estero. Parliamo direttamente con le aziende e ci facciamo raccontare le loro storie per metterli in prima pagina con i loro migliori prodotti. Spesso sono realtà sconosciute che invece hanno lavorato con nomi importanti come accade a quella ditta che ha collaborato con Giò Ponti"

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