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Scontro tra i reali del Qatar per Idol's Eye, il diamante conteso

Battaglia legale per il più grande al mondo tra i blu tagliati

Redazione Ansa

Membri rivali della famiglia reale del Qatar si sfidano in una battaglia legale presso l'Alta corte di Londra per il possesso del più grosso diamante blu tagliato al mondo, l'Idol's Eye, con i suoi 70 carati. Lo rivela il Financial Times. La gemma indiana, tra cui proprietari del passato ci fu anche un sultano dell'impero ottomano, è l'oggetto di un'azione legale intentata da Qipco, un conglomerato che fa capo allo sceicco Hamad bin Abdullah al-Thani, grande collezionista d'arte qatariota. Ad essere denunciata è la Elanus Holdings Limited, società con base sull'isola di Guernsey nella Manica, che secondo la Qipco - che tra le sue attività sponsorizza anche le corse ippiche del Royal Ascot nel Regno Unito - è controllata dagli eredi dello sceicco Saud bin Mohammed al-Thani, che fu il principale animatore delle acquisizioni che compongono oggi la collezione nazionale d'arte dell'emirato.
Qipco, nel novembre scorso, ha citato in giudizio Elanus, chiedendo che l'Idol's Eye - incastonato in una collana del 16.mo o 17.mo secolo - sia messo in vendita per un prezzo minimo di 10 milioni di dollari, secondo un accordo bilaterale tra le due società risalente al 2014. Lo sceicco Saud, morto a 48 anni nel 2014, negli anni duemila fu il maggior compratore d'arte al mondo. Molte delle opere da lui acquisite si trovano nei musei di Doha. Il proprietario di Qipco, lo sceicco Hamad, figlio dell'ex primo ministro e cugino dell'emiro Tamim bin Hamad al-Thani, si è a sua volta affermato negli ultimi anni come primo collezionista d'arte del Qatar, con una particolare passione per i gioielli. Secondo l'accordo del 2014, Elanus prestava l'Idol's Eye a Qipco per 20 anni, con il diritto di quest'ultima di comprare il gioiello, se Elanus avesse deciso di venderlo. Nella denuncia si afferma che a febbraio 2020 un avvocato di Elanus scrisse a Qipco che i suoi clienti erano pronti alla vendita, salvo poi smentire un mese dopo, apparentemente a causa della pandemia da Covid. Qipco afferma che la società rivale è obbligata a vendere, in base all'accordo e alla comunicazione dell'avvocato poi ritirata. Lo sceicco Hamad non è nuovo ad azioni legali su opere d'arte contese: lo scorso novembre, la sua Qipco ha vinto una causa da 4 milioni di sterline contro il mercante d'arte britannico John Eskenazi, accusato di aver venduto opere d'arte false. L'Alta corte ha ordinato a Eskenazi di risarcire la Qipco, ma ha archiviato l'accusa di frode.

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