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Trend food dal Giappone, ora arriva anche la Soba

Dopo sushi e ramen, arrivano gli spaghetti di grano saraceno tirati a mano

Redazione Ansa

Anche nel lontanissimo Giappone tirano la pasta con il matterello come facevano le nostre nonne ed è forse per questo che la Soba, i sottili spaghetti di grano saraceno impastati con acqua e tagliati a mano, sono la nuova frontiera per gli appassionati della cucina giapponese, dichiarata patrimonio dell'umanità dall'Unesco nel 2013. Dopo il sushi e la tempura e il ramen arriva questo piatto tipico della regione di Tokagushi, a nord di Tokyo, dall'alto valore nutritivo e allo stesso tempo sano e leggero, a basso contenuto di grassi, economico e popolare, sempre presente sulle tavole giapponesi in occasione delle festività. E non solo: ''Per la sua forma allungata e sottile la soba è considerata un portafortuna, dunque è tradizione mangiarla sempre dopo un trasloco'' ha spiegato Hiroko Nakazawa, docente di cultura culinaria nipponica al Nagano Prefectural college , che ha partecipato ad un'iniziativa organizzata dall'ambasciata giapponese a Roma per far conoscere questa pietanza, già molto apprezzata al padiglione di Tokyo all'Expò di Milano.
''La soba - ha spiegato ancora la docente - è ricca di vitamine, minerali, proteine e fibre che ne fanno un alimento salutare dal forte valore antiossidante e che aiuta l'eliminazione del sodio dal corpo''. Di facile preparazione perché si cuoce in acqua bollente, come la pasta di grano duro, si passa poi sotto l'acqua fredda ed è così pronta per essere gustata sia fredda che calda immersa nel brodo, ha bisogno di mani esperte per essere creata. Ed è stato il maestro Terufumi Yamaguchi, originario della regione di Togakushi culla della soba, a mostrare come si impasta il grano saraceno da cui vengono realizzati i sottili spaghetti di soba. La farina di grano saraceno, la stessa che in Valtellina si utilizza per i pizzoccheri, viene unita all'acqua e impastata sapientemente con movimenti circolari fino a farne una palla levigata. A questo punto si allunga l'impasto con il matterello realizzando una sfoglia sottile e circolare.
''La sfoglia - ha spiegato il maestro Yamaguchi mentre lavorava la pasta - si ripiega fino a creare un rettangolo da cui vengono tagliate delle striscioline lunghe con un apposito coltello a mannaia''. Questi spaghetti sottilissimi, una volta cotti, vengono serviti in piccoli nidi, semplicemente innaffiati di salsa di soia o con aggiunta di verdure, carne o alghe. In Giappone sono numerosi i ristoranti specializzati in questo piatto, gustoso ed economico che presto si potrà trovare anche nella catena Eataly. Intanto, fino alla fine di marzo, alcuni ristoranti giapponesi a Roma offriranno menu a base di soba, l'elenco è consultabile sulla pagina fb dell'ambasciata del Giappone.
Ma la proposta ardita, visto che il turismo italiano è in grande crescita in Giappone, è quella di andare a gustare la soba, così come il tè a base di grano saraceno 'soba-cha', privo di caffeina e quindi di effetti eccitanti, proprio nella regione di Tokagushi dove questo cibo è nato. La regione situata nella prefettura di Nagano a 1280 metri di altitudine si estende ai piedi di una splendida montagna ed è una zona ricca di acqua, per questo venerata per essere dimora degli dei. Un famoso santuario è qui meta di pellegrinaggi, conosciuto per aver accolto il fondatore della scuola ninja, Nishina Daisuke.

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