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Vita slow, design naturale, creatività local, 6 motivi per cui Tokyo lifestyle è di nuovo trend

Prodotti artigianali nei grandi store, estetica, città si reinventa ancora

Redazione Ansa

(di Agnese Ferrara) - Tokyo è in pieno fermento e ritorna ad essere la metropoli più cool del momento. Da sempre in moto perpetuo, aumentano i quartieri di tendenza che richiamano turisti da tutto il mondo, nascono nuove abitudini cittadine di stampo più occidentale ma perfettamente fuse con i riti fra i più antichi e tradizionali tipici del Giappone, patria della vita slow, dell’amore per la natura e di un senso dell’estetica fra i più raffinati e imitati al mondo.
La città reinventa un nuovo stile di vita ‘alla giapponese’, sentenziano gli esperti delle riviste Monocle, Forbes e I Heart.
Colgono i nuovi cambiamenti anche gli analisti della società francese di studi sociali e di trend mondiali Nelly Rodi, con sede a Tokyo da 30 anni. Gli studiosi identificano ora 6 nuove attitudini degli ‘edokiani’ (così si chiamano gli abitanti della metropoli), da tenere d’occhio per essere cool.

1. Vita slow:
In risposta alle crisi che si sono succedute negli ultimi decenni in Giappone, a Tokyo si moltiplicano i luoghi in cui regna la calma e le occasioni alternative alla frenetica vita urbana. In modo casuale e sorprendete, molti angoli della città si trasformano in terrazze verde per passeggiare, spazi totalmente assenti fino ad un paio di mesi fa oltre alla presenza di camioncini e baracchini dello street-food locale, come il chiosco vegano Cori o il caffè di Commune 246.

2. Ad est si guarda ad ovest:
Mentre le capitali occidentali guardano alla città del Sol Levante, i nuovi quartieri più cool di Tokyo si ispirano ad ovest. Dopo la rinascita di Daikanyama e Nakameguro, è il turno ora di Shimokitazawa, roccaforte degli hippie di Tokio e quartiere più modaiolo e bohémien della città, e di Kichijoji, dove ogni settimana spuntano nuovi caffè e concept store. Qui si respira un’aria creativa e autentica in una atmosfera rilassante, in pieno stile giapponese.

3. Savoir-faire giapponese in vendita nei grandi magazzini
Nei grandi magazzini della città compaiono sempre più marche nazionali di prodotti artigianali fatti con la cura estrema tipicamente giapponese. Le creazioni locali si aprono così al mondo. E’ il caso del vasellame proveniente da Arita, cittadella della porcellana fra le più raffinate, o del grande magazzino Isetan, nel quartiere di Shinjuku, che espone una selezione esclusiva di prodotti di designer giapponesi. Oppure il gigantesco magazzino Beams, nel cuore di Shinjuku, che ora dedica ben 6 piani al ‘made in Japan’ contemporaneo.

4. Biancheria grezza, che si sente con le mani. Si torna alle origini
Fanno leva sul bisogno di rassicurazione e di voglia di vita slow i tessuti in cotone o di lino grezzi e stropicciati, perfino ruvidi al tatto, in massimo 3 colori (bianco, beige e marrone), venduti in store dal minimalismo sfrenato. “Lo spirito naturale e puro passa attraverso trame di lini e cotoni non raffinati che sorprendono al tatto, venduti ad esempio da Cosmic Wonder, nel quartiere di Minato-ku, raffinato store dall’aria così minimalista da sembrare una galleria d’arte, o nei più noti punti vendita di Comme des Garçon.

5. Natura intricata e selvaggia, al posto del minimalismo zen
La natura selvaggia del Giappone entra nei locali di tendenza. Contrapposti al minimalismo citato prima, gli analisti Nelly Rodi registrano una neo-tendenza: spazi commerciali arredati con legni e tronchi di molti tipi, vegetazione fitta e intricata di radici. Lontano dal bianco incontaminato e dai luoghi lattescenti ed eterei si contrappongono nuovi store che profumano di legno e terra, ricchi di ‘cose’, come i negozi CPCM (Crafts and Permaculture Country Mall) e Tsutaya Electric, sulle rive del fiume Tama.

6. Manga, tattoo da motociclisti e erotismo mistico e dark
In parallelo si assiste al ritorno dell’estetica giapponese tipica della cultura pop dei manga degli anni ‘80 e ’90, oppure ispirata all’universo dei tatuaggi dei motociclisti. Da notare anche il ritorno al centro della scena delle immagini mistico-erotiche dell’epoca Edo, riprese dall’artista dark Toshio Saeki.

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